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nantesParigi, 23 dic – Mentre non cessano di arrivare notizie di suoi concittadini che dalle banlieue arabizzate passano direttamente a combattere con l’Isis, la Francia deve fare i conti adesso anche con l’incubo dei “lupi solitari”, magari squilibrati, ma mossi da un folle spirito di emulazione. Ieri sera a Nantes un automobilista a bordo di un camioncino bianco si è volontariamente schiantato contro la folla, ferendo almeno 11 persone, di cui cinque in modo grave: una è in prognosi riservata.

Secondo alcuni testimoni l’uomo, 44 anni, avrebbe gridato “Allah Akbar” (Dio è grande), ma la magistratura nega. Poi il drammatico tentativo di suicidio, con 9 colpi di pugnale. Domenica sera, invece, a Digione un automobilista con gravi problemi psicologici, a bordo della sua Renault Clio, ha deliberatamente investito tredici passanti in diversi angoli della città dopo aver urlato, ancora, “Allah Akbar”. Si trattava di un cittadino di passaporto francese di 40 anni, nato a Strasburgo da madre algerina e padre marocchino, un ex tossicomane con 157 passaggi in ospedale psichiatrico tra il 2001 e il 2014, mosso da risentimento dopo aver visionato dei video sulla Cecenia.

E sempre la stessa invocazione religiosa ha scandito il neoconvertito all’Islam che venerdì scorso si è presentato in commissariato a Joue’-le’s-Tours, nel centro del Paese, accoltellando tre poliziotti. Sul suo profilo Facebook, il ragazzo di appena vent’anni – poi abbattuto dagli agenti – aveva pubblicato la bandiera nera dei terroristi dell’Isis. In quest’ultimo caso si trattava di Bertrand Nzohabonayo, originario del Burundi, 20 anni. Tre casi isolati, senza dubbio. Ma se tre indizi fanno una prova, tre azioni di squilibrati fanno una ventata di paura che finirà per gonfiare ancora di più le vele del vascello Front national.

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