Roma, 4 feb – Anche se il 70% dell’energia elettrica della Francia è prodotto da centrali nucleari, l’aumento del prezzo della benzina sta creando grossi problemi ai cittadini transalpini, visto che colpisce il costo dei trasporti. Quello del caro benzina è un argomento molto sentito oltralpe, basti pensare che qualche anno fa l’aumento del costo dei carburanti deciso dal governo francese ha scatenato le proteste dei gilet gialli – che tanto hanno fatto discutere anche in Italia – e forzato il governo a revocare le misure introdotte. Considerato che ad aprile si andrà a votare per le presidenziali, l’ultima cosa che il governo francese vuole è vedere centinaia di migliaia di cittadini protestare in piazza. Anche per questo motivo sono state adottate misure volte ad aiutare le fasce più deboli colpite dall’inflazione.

Caro benzina, la Francia prova a mettere una pezza

Un primo provvedimento riguarda gli autotrasportatori ai quali il governo ha garantito un aumento del 10% del rimborso per le spese aggiuntive legate al caro benzina, così da contenere l’aumento del prezzo dei beni di consumo.
Ma per quanto importante, questo provvedimento da solo non basta, di qui la decisione dell’esecutivo francese di venire incontro a 38 milioni di cittadini appartenenti alle fasce più deboli con un assegno di 100 euro ciascuno. L’assegno è stato versato nelle buse paga a fine gennaio, mentre a fine febbraio i 100 euro verranno dati a 12 milioni di pensionati.

Il governo di Parigi a dicembre ha dato a sei milioni di famiglie 100 euro ciascuna come compensazione per l’aumento dei prezzi dell’energia, un’iniziativa che si aggiunge ai limiti all’aumento delle bollette per il gas e l’energia. Come la Polonia anche la Francia sta quindi cercando di aiutare le fasce più deboli della popolazione.

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Parigi però, a differenza di Varsavia, ha preferito interventi mirati anziché tagliare l’Iva sui carburanti. Un taglio “generalizzato” avrebbe agevolato, chiaramente, anche coloro che hanno redditi elevati.

Giuseppe De Santis

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1 commento

  1. La porcata resta comunque quella di non tagliare subito a monte dando sempre ad intendere che i redditi più o meno “elevati” sono complici… di serie “B” nella azione di taglieggiamento!

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