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Roma, 17 mag – “Siamo tutto chiusi in casa. Il problema è che cominciano ad essere tantissimi quelli che la casa non ce l’hanno più”. Così Gabriel Romanelli, sacerdote argentino della parrocchia cattolica della Sacra Famiglia, a Gaza. Sì perché anche nella Striscia più martoriata del globo vivono e pregano ogni giorno anche fedeli cristiani. E accanto alla stragrande maggioranza di case islamiche ci sono case con la croce, che ospitano una comunità composta da un migliaio di cristiani, dei quali 133 cattolici.



“Compresi noi 13 religiosi: il tasso più alto di religiosi per fedeli al mondo…”, fa notare padre Romanelli. Nessuno di loro a Gaza è al sicuro e rischia ogni giorno di essere centrato dalle bombe dell’aviazione israeliana. Le parole del sacerdote latino, rilasciate ad Avvenire tre giorni fa, non sono servite – come purtroppo evidente – a bloccare gli incessanti bombardamenti. Dovrebbero però far riflettere, almeno quello, l’alveare scomposto della destra italiana. Obnubilato come è dal manicheismo partigiano di chi vede in Israele un baluardo incontestabile e in Gaza un mero covo di indiavolati terroristi.

Gaza, quei fedeli cristiani sotto le bombe

Bombardano da lontano. Una bomba è caduta vicino al Convento delle suore. Tra le più di cento vittime ci sono donne e bambini. Ancora una volta, le famose ‘bombe intelligenti’ fanno male a tutti, senza saper distinguere tra obiettivi militari e popolazione civile”, dice all’Agenzia Fides il vescovo Giacinto-Boulos Marcuzzo, vicario patriarcale del Patriarcato Latino di Gerusalemme per la Palestina e la Città Santa. Marcuzzo, italiano divenuto sacerdote in Palestina dopo aver studiato nel seminario di Beit Jala, chiede di leggere con lucidità quanto sta accadendo. Perché altrimenti non si può pensare di fermare davvero le continue violenze e la vergogna del sangue degli innocenti che bagna le strade di Gaza.

“Colpiti convento e asilo delle Suore del Rosario”

Le bombe israeliane sulla Striscia hanno centrato anche le abitazioni dei cristiani, nei pressi della parrocchia cattolica della Sacra Famiglia. E si contano i danni al convento e all’asilo delle Suore del Rosario.

Gaza, asilo delle Suore del Rosario colpito dalle bombe israeliane

“L’edificio che ha subito più danni è il convento delle suore del Rosario di Gerusalemme”, dice padre Romanelli. “Non è stata bombardata la loro scuola, però ci sono dei danni perché stanno colpendo tutta la zona. Ci sono danni alle mura, a tante finestre e siamo in comunicazione con le persone. Tutti rimangono a casa, si esce solo per bisogni urgenti, perché – ed è una cosa strana che indica la gravità della situazione –  non ci sono bombardamenti soltanto di notte, ma anche di giorno”. A Gaza, fazzoletto di terra santa.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. Solo l’ unità di tutti i veri credenti può fermare queste infamie continue da laici, ateo guidati.
    Non a caso in questa area del mondo (centrale per la religiosità monoteista) tutto è sempre facilmente stabilito per dividere. Dove sono le organizzazioni per il “bene” mondiale, seminatrici di zizzania criminale?!

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