qatarRoma, 29 nov – Per giudicare la sincerità dell’impegno occidentale contro l’Isis basta osservare alcuni piccoli fatti emblematici.

Nell’ultimo mese, per esempio, un importante G20 sul terrorismo si è tenuto… in Turchia, laddove Ankara viene ritenuta come una dei principali responsabili dell’espansione dello Stato Islamico.

Il premier Renzi, intanto, ha pensato bene di volare in visita ufficiale in Arabia Saudita, Stato che qualcuno ha efficacemente definito “un Isis che ha vinto”. In effetti non solo la prassi e l’ideologia di Riad è pressoché identica a quella del Califfo, ma sappiamo come siano stati proprio dei provati sauditi a finanziare la fase espansiva dell’Isis (il ruolo del governo è probabilmente stato più prudente).

Ora ci tocca pure sentire il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, vantare l’importanza del ruolo del Qatar “per l’avvio di una fase di transizione in Siria”, il tutto nel corso di una visita ufficiale del titolare della Farnesina a Doha.

Quale possa essere il ruolo dell’emirato fondamentalista nel futuro della Siria è davvero difficile immaginarlo. Sappiamo però qual è stato il suo ruolo nello sviluppo dello Stato Islamico. Tanto per farsi un’idea, i registi che confezionano quegli inappuntabili video dell’orrore con cui l’Isis si fa propaganda sono stati tutti formati in scuole di regia qatariote.

Doha ha inoltre apertamente finanziato i ribelli del Nord del Mali, i Fratelli Musulmani in Tunisia e Libia, e ha supportato politicamente e finanziariamente l’Egitto di Mohammed Morsi (con oltre 2 miliardi e mezzo di dollari), poi defenestrato dal golpe militare di Al Sisi.

Quando l’emiro Hamad bin Khalifa al-Thani (noto per i suoi legami affaristici con Israele) ha lasciato il posto al figlio, Tamim bin Hamad al-Thani, i favori della ricchissima petromonarchia sono passati dalla Fratellanza Musulmana all’Isis.

Ecco, mentre Assad è diventato un lebbroso internazionale, questa è la gente da cui facciamo visite ufficiali, che dovrebbe “contribuire al futuro della Siria”, che organizzerà i prossimi Mondiali di calcio, che si compra pezzi su pezzi dell’economia italiana, che finanzia istituzioni universitarie europee storiche come la Sorbona. Lo capite che ci stanno prendendo per i fondelli?

Adriano Scianca

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Commenti

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1 commento

  1. Vedendo e ascoltando alla tv Gentiloni a fianco dell’emiro mi è venuta la nausea. Non solo il governo italiano, ma l’intera Europa striscia ai piedi di questi monarchi assoluti e dei loro compari, con alla testa il sultano Erdogan, alla faccia della libertà e della democrazia. Pecunia non olet, anche perchè i petrodollari finiscono solo nelle tasche dei politici e degli affaristi al loro seguito. A noi, popolo bue, restano i danni collaterali, cioè le contropartite dei contratti multimilionari: frontiere aperte all’invasione dall’Asia e dall’Africa e accettazione in Europa della Turchia, pronta ormai a restaurare almeno nei Balcani l’impero ottomano.

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