Berlino, 1 feb – La polizia berlinese ha tratto in arresto un cosiddetto «esperto di estrema destra». In pratica, si tratta di un antifascista che riceve denaro da istituzioni pubbliche e private per fare «ricerche» sugli ambienti politici della destra tedesca. L’accusa a suo carico è di aver effettuato un attentato incendiario contro la macchina di un politico dell’Afd, il partito sovranista tedesco. Il fatto è avvenuto a Neukölln, quartiere multietnico di Berlino. L’arrestato, un uomo di 39 anni, avrebbe agito insieme a due complici, dando alle fiamme la vettura di un rappresentante locale dell’Afd.

Il finanziamento pubblico

Come riferisce il Tagesspiegel, l’antifascista arrestato ha lavorato per la Amadeu Antonio Stiftung, una fondazione privata dedita alla lotta «contro razzismo, estremismo di destra e antisemitismo». Si tratta di un’istituzione che riceve quasi un milione di euro di fondi pubblici per portare avanti le sue attività, realizzate peraltro mettendo a busta paga sedicenti «esperti di estrema destra» che spesso provengono dagli ambienti dell’antifascismo militante. La Amadeu Antonio Stiftung – che già in passato si era distinta per aver distribuito negli asili una brochure per scovare i figli di presunti «neonazisti» – ha dunque preso le distanze dal gesto dell’arrestato tramite un comunicato ufficiale, specificando che l’uomo non era un loro impiegato, ma ha solo collaborato occasionalmente, dietro compenso, ai lavori della fondazione. L’antifascista ha pubblicato suoi contributi anche per la Bundeszentrale für politische Bildung, cioè l’Agenzia federale per l’educazione civica, istituzione appartenente al ministero dell’Interno tedesco.

La risposta dell’Afd


L’antifascista è stato dunque rilasciato dalla polizia, ma rimane comunque sotto indagine. Dura è stata la reazione della sezione berlinese dell’Afd, che ha richiesto che vengano tagliati i fondi pubblici a tutte quelle istituzioni per cui l’uomo ha lavorato: «Quello che è successo – ha dichiarato un portavoce del partito – dimostra che la “lotta contro la destra” viene portata avanti dallo Stato anche con metodi illeciti. Il confine tra la cosiddetta “promozione della democrazia” e lo scontro di piazza è molto labile. L’unica risposta possibile è dunque sottrarre a questi istituti sia i mezzi finanziari che l’appoggio morale».

Valerio Benedetti

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