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Afd Germania elezioni sovranistiBerlino, 10 mar – In vista delle prossime elezioni nazionali in Germania, che si terranno in autunno, l’aria si fa rovente. È il tempo degli slogan, dei candidati dell’Spd pompati dai media mainstream (ogni riferimento a Martin Schulz è puramente voluto), delle condanne irrevocabili e delle prese di posizione scandalose. E farà infatti probabilmente discutere la “scomunica” per i sovranisti di Afd (Alternative für Deutschland) arrivata dalla Conferenza episcopale tedesca.

Il presidente dei vescovi cattolici, il cardinale Reinhard Marx (nomen omen…), ha testualmente affermato: «Noi prendiamo fermamente le distanze da qualsiasi modo di agire di stampo populista e dai contenuti del partito [Afd, ndr]». Queste affermazioni – in perfetto stile pretesco – sono precedute dalla consueta assicurazione che la Chiesa cattolica non ha alcuna intenzione di orientare il voto o di stigmatizzare l’Afd. Eppure Marx e gli altri vescovi ci vanno giù piuttosto pesante: «L’Afd è incompatibile con i valori della fede cristiana». Mica male come atto di neutralità.

Ma quali sarebbero i valori cristiani da salvaguardare in contrapposizione al partito sovranista? Marx prosegue: «Per i cristiani, nella scelta di un partito, c’è una linea rossa che non si può superare. Per noi sono inaccettabili xenofobia, razzismo, antisemitismo, vilipendio di altre comunità religiose, odio e indifferenza nei confronti dei poveri. Una politica che alimenta la paura per l’eccessiva presenza di elementi stranieri (Überfremdung) e che sostiene unilateralmente gli interessi nazionali non è compatibile con la visione del mondo cristiana». Grazie a Marx veniamo dunque a sapere chiunque si oppone all’immigrazione di massa non può essere cristiano. Ne prendiamo atto.

Le uscite della conferenza episcopale tedesca si inseriscono del resto nel clima fortemente polemico che precede la prossima tornata elettorale. Il prossimo 14 maggio andranno innanzitutto di scena le elezioni regionali in Renania settentrionale-Vestfalia, il Land più popoloso della Repubblica federale. Il voto nella regione di Düsseldorf ha da sempre rappresentato una specie di prova generale per le politiche. I sondaggi danno attualmente in netto vantaggio la Spd (37%) nei confronti della Cdu (29%) e di Afd (10%). Questi numeri non riflettono ancora a pieno il dato nazionale (la Merkel resta favorita per la cancelleria e l’Afd è nettamente più popolare nella Germania orientale). Ma quel che è certo è che si va sempre più profilando una campagna elettorale che può presentare numerose sorprese nell’evoluzione della geografia politica della prima economia europea.

Valerio Benedetti

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