Il Campo dei Santi RaspailRoma, 10 mar – Se quella di Steve Bannon che legge Evola era una mezza bufala buona per indignare gli anti-evoliani e per entusiasmare gli evoliani gonzi (tutto si basava su una citazione vaga e, anzi, piuttosto negativa, tratta da una conversazione via Skype), il fatto che il co-fondatore di Breitbart News e oggi chief strategist di Donald Trump conosca Il Campo dei Santi di Jean Raspail sembra invece maggiormente documentato.

L’Huffington Post ha raccolto un po’ di citazioni di Bannon in cui appare evidente un riferimento esplicito al capolavoro dello scrittore francese: “L’Europa centrale e poi quella occidentale e settentrionale sono quasi sottoposte a una invasione del tipo Campo dei Santi” (ottobre 2015); “In Europa tutta la questione ruota intorno all’immigrazione, ed è un problema mondiale ormai, questa specie di Campo dei Santi globale” (gennaio 2016); “Quella a cui assistiamo non è una migrazione, è davvero un’invasione. Per me è il Campo dei Santi” (sempre gennaio 2016). Pubblicato in Francia nel 1973 e tradotto in Italia dalle Edizioni di Ar nel 1998, Le Camp des saints racconta l’arrivo massiccio in Francia di un milione di profughi indiani.


Nel 2016 si calcolava che in Francia avesse venduto in tutto circa 110mila copie. Se fosse confermato, come sembra, che nell’entourage trumpista si legge Raspail, la cosa non sarebbe comunque del tutto inedita. Il Conte Alexandre de Marenches regalò già il libro a Ronald Reagan, che ne fu impressionato. Anche François Mitterrand e il suo ex ministro Jean-Pierre Chevènement lo avrebbero letto. Il perché di tanto successo è chiaro e risiede nella domanda che a suo tempo fu posta da Jean Cau: “E se raspail, con Il Campo dei Santi, non fosse né un profeta né un romanziere visionario, ma semplicemente un implacabile storico del nostro futuro?”.

Adriano Scianca

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