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violentata e uccisa da immigratoBerlino, 6 dic – A volte la realtà supera la fantasia. È questo il caso della vicenda avvenuta a Friburgo, nell’estremo sud-ovest della Germania. Il 18 ottobre scorso è stato trovato da una donna che faceva jogging il corpo senza vita di Maria Landenburger, studentessa in medicina di 19 anni. La vittima, che stava rincasando dopo una festa universitaria, è stata prima violentata e poi brutalmente uccisa. Grazie al ritrovamento di un capello sul cadavere della ragazza tedesca, e alla conseguente analisi del dna, è stato possibile risalire all’omicida, e cioè un “profugo” afghano. Il criminale ha 17 anni, quindi è catalogato come “minore non accompagnato”. L’attentatore è attualmente sotto arresto e inoltre – gli inquirenti non lo escludono – potrebbe essere l’assassino anche di un’altra ragazza (Carolin G.) di 27 anni, uccisa qualche giorno fa mentre stava facendo jogging.

La particolare efferatezza del delitto ha scatenato, com’è ovvio, grande indignazione tra la popolazione tedesca, e il caso ha riscosso risonanza nazionale, tanto da costringere diversi politici a intervenire sulla vicenda. Come al solito, l’opinione pubblica tedesca si è divisa tra coloro che puntano il dito contro la scelleratezza della politiche immigratorie volute dalla Merkel e, dall’altra parte, coloro il cui primo pensiero è quello di ribadire che non bisogna generalizzare: “Fosse stato un tedesco (a uccidere la ragazza, ndr), non sarei meno inorridito”, ha dichiarato Dieter Salomon, il sindaco di Friburgo (Verdi). Il che ci sta ovviamente, nel caso specifico, ma ignorare il contesto generale dell’immigrazione di massa e la sua natura evidentemente criminogena non fa certo onore all’intelligenza del sindaco.

Ma l’aspetto veramente paradossale e grottesco di questa vicenda è emerso alle esequie della povera Maria. I genitori della ragazza, che appartengono a una facoltosa famiglia di accademici, hanno infatti deciso di allestire al funerale una colletta per i “profughi”. A parenti e amici hanno esplicitamente chiesto di non portare fiori ma donazioni in denaro per la chiesa cattolica del Bangladesh e per un’associazione umanitaria di Friburgo (di nome “Weltblick”) che si occupa di “migranti”. Il messaggio sembra chiaro: non solo non reagiamo se ci stuprate (vedi il capodanno di Colonia), ma se ci ammazzate ricevete pure soldi in regalo. Benvenuti nel manicomio dell’integrazione.

Giovanni Coppola

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6 Commenti

  1. è davvero difficile capire che un afghano deve stare nel suo paese ?
    e che non è la stessa cosa se fosse stata uccisa da un tedesco come dice il verde malato di mente ?
    il tedesco sta in germania. fino a quando non delinque non si può mettere in galera.
    l’afgano deve stare in afghanista. in germania non ci deve stare. perchè non è la sua terra.
    ma è davvero così difficile ?

  2. credevo di averle viste tutte con il funerale “laico” dell povera Valeria Soresin in piazza S.Marco a Venezia,così “laico” da presentare come officiante un imam musulmano.

    questo però supera anche quel – a mio avviso- inguardabile episodio.Forse il “perchè” di questa follia è da ricercarsi nel “lavoro” dei genitori equosolidali…FUNZIONARI UE…lì se non sei una autentica testa di cazzo proprio non ci lavori.

    PS ma mentra gli occidentali (erratamente peraltro) fanno la guerra e muoiono in Afghanistan (Italia:oltre 50 Caduti) è normale che gli Afghanini stiano nel frattempo in vacanza da noi ?

  3. È più facile fare i buoni che i cattivi. Questi genitori hanno una rispettabilità “progressista” da preservare e antepongono la loro “reputazione civile” all’amore per la propria figlia. Si tratta di un mix di vigliaccheria e di strategia utilitaristica. Mai avrei pensato che l’occidente sarebbe caduto così in basso, anche pensando a Spengler. Che gli Dei lascino che si compia il fato di questi pseudo-genitori, senza alcuna pietà.

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