Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 6 lug – Lanciato e hackerato, subito. Gettr, il social creato da Jason Miller, ex consigliere di Donald Trump, bucato il giorno stesso della sua presentazione al pubblico il 4 luglio. L’hacker è infatti riuscito a violare i profili di molti utenti appena iscritti, aggiungendo un messaggio decisamente singolare: “@JubaBaghdad era qui ? ^^ palestina libera ^^”. Perché lo ha fatto? Stando a quanto da lui affermato “soltanto per divertimento”. Sta di fatto che la piattaforma ha mostrato una chiara lacuna, una falla nella sicurezza che dovrà in qualche modo essere risolta dagli sviluppatori.



Eppure Miller, Ceo di Gettr, minimizza. In una mail inviata alla Reuters spiega che il grave problema è stato immediatamente rilevato e risolto in pochi minuti. “Tutto ciò che l’intruso è stato in grado di fare è stato cambiare alcuni nomi utente”. Intanto però Gettr ha già registrato  “più di mezzo milione di utenti”. Non tutto il male vien per nuocere, verrebbe da dire. In qualche modo l’hackeraggio se da una parte ha evidenziato le problematicità del social, dall’altra ha insomma fatto in modo che se ne parlasse.

Black Brain

Cos’è e come funziona Gettr, il social pro Trump

Molto simile a Twitter, il social è stato pensato dal team di Trump per “impedire ai conservatori di essere censurati sulle grandi piattaforme Internet”. Come Twitter, a cui evidentemente gli sviluppatori si sono ispirati, Gettr evidenzia gli argomenti in tendenza in alto a destra. Simile, se non identica, anche la sezione dei profili suggeriti agli utenti al centro della pagina.

Il nome può essere definito un neologismo sincratico di get together. I contenuti pubblicati dagli utenti possono essere rimossi dai gestori, senza che – stando ai termini di servizio – siano obbligati a farlo. Si parla di eventuali contenuti ritenuti “offensivi, osceni, lascivi, sporchi, pornografici, violenti, molesti, minacciosi, abusivi, illegali, discutibili o inappropriati”. Secondo Miller “Gettr è una sfida diretta agli oligarchi dei social media della Silicon Valley, e quale giorno migliore per dichiarare l’indipendenza dalla loro tirannia se non il 4 luglio?”. E ancora: “Gettr è il mercato delle idee. Non cancelleremo le persone per le loro opinioni politiche. Gettr offre molte più funzionalità e una tecnologia migliore di qualsiasi altra cosa là fuori”.

Cercasi Trump

E’ chiaro che con questo strumento i sostenitori di Trump cercano pure di fornirsi un’alternativa ai social da cui sono stati rimossi o spesso censurati. Anche perché il precedente tentativo al riguardo dell’ex presidente americano, ovvero la piattaforma “From the Desk of Donald J. Trump”, non ha avuto un gran successo. D’altronde non era propriamente un social e gli utenti non potevano interagire direttamente con lui. Curiosità: su Gettr ancora Trump non si è iscritto. Non è improbabile però che si stia preparando a uno sbarco in “grande stile”, per quanto secondo Bloomberg in realtà Trump starebbe ancora pensando di creare un’altra piattaforma, di sua proprietà.

Eugenio Palazzini

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Non è vero dan non è una truffa sono su Parler , Gab , Mewe e mi trovo benissimo sia lato tecnico informatico sia lato gente , il problema è che la rete non è gratis ma sara sempre degli ammerriccani visto che lì hardware fisico si trova in un un bunker atomico chissa dove!

Commenta