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Tokyo,  24 mag  – La pornostar giapponese Saki Sudo è accusata di aver avvelenato il marito, un miliardario, con il quale si era sposata appena tre mesi mesi prima.



Il marito, miliardario e Don Giovanni

Il “maritino” era Kosuke Nozaki, 77 anni. In un libro il facoltoso giapponese si vantava di aver posseduto oltre 4mila donne. E’ morto nel 2018, eppure l’arresto della vedova pornostar è avvenuto solo adesso. E’ stata infatti accusata di averlo avvelenato con dei farmaci stimolanti.

Le prove che incastrano la pornostar

Saki Sudo ha trovato l’arzillo marito morto la notte del 24 maggio del 2018 al secondo piano della loro villa a Tanabe. La pornostar ha trovato il marito privo di sensi su un divano in camera da letto. Nel corpo di Nozaki, magnate del settore immobiliare e anche investitore in società di prestiti, sono state trovate quantità definite eccessive di farmaci stimolanti.

Per la polizia giapponese sarebbe la giovane donna l’assassina: sul suo cellulare sono infatti state trovate ricerche sui farmaci stimolanti. Addirittura, Saki Sudo avrebbe cercato di utilizzare i social per acquistare online le sostanze che sono costate la vita al coniuge. «Non ho alcun interesse per le macchine o le case. Invece, ho un desiderio sconfinato di fare sesso con belle donne», scriveva Nozaki nella sua autobiografia intitolata Don Juan of Kishu, che già dal titolo lascia presagire il tema principale: la seduzione.

La tentata fuga e l’arresto

La pornostar Saki Sudo, con qualche precedente per furto di denaro e gioielli, prima dell’arresto stava concludendo la trattativa con la città di Tanabe per dividere equamente (come da testamento del facoltoso marito), 1,3 miliardi di yen di eredità.  Alla morte del miliardario, la pornostar si sarebbe autonominata presidente delle società del defunto. Al momento dell’arresto, pare stesse tentando di lasciare il Giappone.

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

  1. beh,immagino che sarà stato felice di andarsene col botto.
    sempre meglio che mummificarsi in qualche casa di riposo,senza nemmeno sapere più come si chiama…

    ma detto questo,che tristezza: nemmeno delle yamato nadesiko,ci si può più fidare….

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