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Roma, 26 ott – Quando si parla di investimenti stranieri in Africa il primo pensiero va alla Cina, visto che è il paese che in questi ultimi anni ha investito di più. Anche altri stanno però cercando di guadagnare il tempo perduto e tra essi spicca il Giappone.

850 milioni per il Kenya

A tale proposito di recente il governo giapponese ha dichiarato di aver approvato un piano di donazioni e prestiti per 850 milioni di dollari per la costruzione di infrastrutture in Kenya nella zona intorno a Mombasa al fine di creare una zona economica.

In particolare 450 milioni di dollari saranno dati in prestito per costruire un ponte lungo 1,3 chilometri per collegare la città di Mombasa con un’isola vicino così da ridurre enormemente il traffico che paralizza questa città e ne impedisce lo sviluppo. Altri 350 milioni di dollari di prestiti e 57 milioni di dollari di donazioni saranno invece usati per costruire un porto, strade, impianti elettrici, fognature e condotte idriche al fine di sviluppare la zona economica speciale che nascerà nell’area della seconda città più grande dopo la capitale.

Una zona economica speciale

La scelta di Mombasa non è casuale. Questa città portuale del Kenya è un’importante sbocco per tutti i paesi dell’Africa centro orientale e quindi questi investimenti porteranno beneficio non solo al Kenya ma anche ai paesi vicini. La costruzione della zona economica speciale inizierà nel 2021 e sarà completata in quattro anni. Una volta a regime creerà 27 mila posti di lavoro prevalentemente nel settore manifatturiero.

Questi investimenti da parte del Giappone dimostrano l’impegno che il governo del Sol Levante ha verso l’Africa e non sono gli unici. Di recente Tokyo ha infatti finanziato un piano per aumentare la produttività delle coltivazioni di riso così da permettere all’Africa di produrre tutto il riso che consuma e offrire un deciso contributo alla lotta alla fame.

Giuseppe De Santis

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