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Parigi, 9 mar – La domanda nasce spontanea: ma Fazio lo sapeva? La risposta è comunque ininfluente: informato o meno sui fatti francesi, sarebbe di nuovo pronto a srotolare il tappeto rosso e ripassare il manuale da perfetto lacchè. Perché di Emmanuel Macron si deve parlare unicamente bene. Ritrarlo come il volto “pulito e rassicurante” di un’Europa democratica e pacifica.

Pirandello lo ascriverebbe di diritto nella categoria “maschere”: non che il vero volto sia migliore, anzi. Così, mentre Monsieur Macron appariva sereno e sorridente al cospetto di Fazio il ruffiano, i cattivissimi gilet gialli proseguivano non solo la conta dei feriti, ma pure quella dei mutilati. “Proiettili non letali, di gomma”, dicevano: eppure i danni procurati dalle cariche della polizia contro i manifestanti restituiscono un autentico bollettino di guerra. Numeri e storie troppo forti, scomode e dicotomiche rispetto a quel ritratto da “bravo ragazzo” e “enfant prodige”  che del presidente hanno voluto dipingere.

A scoperchiare il vaso di Pandora, a guardarci dentro e documentare quanto visto, ci pensa The Guardian con un video-testimonianza postato su Twitter. Il commento che ne segue è un estratto di storie, volti e corpi mutilati: “Antoine ha perso la mano durante una protesta di gilet Jaunes a Bordeaux. Lo stesso giorno Patrice ha perso la vista nel suo occhio destro a Parigi. Condividono le loro storie ora che la polizia francese è sotto controllo dell’Onu per l’utilizzo di armi esplosive contro i manifestanti”.

Così, appare subito questo Antoine di cui si scrive: ragazzo giovanissimo che mostra quel che rimane del suo braccio. Come un fiammifero consumato, avvolto da una benda: un danno fisico e psicologico che lo segnerà in eterno. Stride, allora, l’immagine sorridente e forzatamente angelica che il mondo mainstream e molta stampa italiana restituisce del “democratico Macron”.

Viene inoltre da chiedersi: chi sono le vittime e chi i carnefici? Chi si è conquistato l’onore, su un campo duro di battaglia e chi dovrà contare proprie, immense, responsabilità? In Francia neppure i disabili sono stati risparmiati: e prendersela con gli indifesi è la più grande delle viltà. Come in una favola di Esopo, sebbene purtroppo si tratti di realtà scomoda ma inconfutabile, che si tragga la debita morale: l’apparenza è un inganno vigliacco. E un gilet giallo non sarà mai criminale tanto quanto “l’enfant prodige” che sorride incravattato, ipocritamente perfetto. Peccato che Fazio il ruffiano si sia scordato le domande più importanti, nella sua intervista stucchevole e lecchina: del resto l’emozione dei vili gioca spesso brutti scherzi.

Chiara Soldani

5 Commenti

  1. Prove tecniche di guerra civile.
    Guillaume Faye, purtroppo recentamente scomparso, lo aveva capito molto bene.

  2. […] Insomma della serie, siccome un poliziotto è incapace, razzista o corrotto allora elimino il dipartimento, così curo il mal di testa con la decapitazione. Se iniziassero a farlo con i politici e a guardare più accuratamente all’interno della Fondazione Clinton, potrebbero ripulire anche i parlamenti. In Italia poi lo show è stato surreale, con la Boldrini che va a ginocchioni come la Pelosi e chi in piazza a Bologna ha manifestato a favore dei Black Lives Matter, che mandano a fuoco una nazione utilizzando gli stessi metodi che tradizionalmente si attribuiscono ai fascisti, ma che nessun media in USA o in Italia ha osato definire tali. E a simpatizzare da noi sono gli stessi che qualche mese fa scendevano in piazza cantando “Bella Ciao!”, cosa che gli valse il plauso di Soros, un altro che della polizia dello stato può – e vuole – fare a meno, a differenza dei suoi inconsapevoli fan della piazza. Mai vista tanta gente mobilitarsi per i Gilet Gialli, che da Novembre 2018 hanno manifestato per migliori condizioni sociali e di lavoro in Francia, e più in generale in Europa. Nessuno si è scandalizzato più di tanto se la polizia francese ha cavato occhi sparandogli con pro…. […]

  3. […] Insom­ma del­la serie, sic­come un poliziot­to è inca­pace, razz­ista o cor­rot­to allo­ra elim­i­no il dipar­ti­men­to, così curo il mal di tes­ta con la decap­i­tazione. Se iniziassero a far­lo con i politi­ci e a guardare più accu­rata­mente all’interno del­la Fon­dazione Clin­ton, potreb­bero rip­ulire anche i par­la­men­ti. In Italia poi lo show è sta­to sur­reale, con la Boldri­ni che va a ginoc­chioni come la Pelosi e chi in piaz­za a Bologna ha man­i­fes­ta­to a favore dei Black Lives Mat­ter, che man­dano a fuo­co una nazione uti­liz­zan­do gli stes­si meto­di che tradizional­mente si attribuis­cono ai fascisti, ma che nes­sun media in USA o in Italia ha osato definire tali. E a sim­pa­tiz­zare da noi sono gli stes­si che qualche mese fa scen­de­vano in piaz­za can­tan­do “Bel­la Ciao!”, cosa che gli valse il plau­so di Soros, un altro che del­la polizia del­lo sta­to può – e vuole – fare a meno, a dif­feren­za dei suoi incon­sapevoli fan del­la piaz­za. Mai vista tan­ta gente mobil­i­tar­si per i Gilet Gial­li, che da Novem­bre 2018 han­no man­i­fes­ta­to per migliori con­dizioni sociali e di lavoro in Fran­cia, e più in gen­erale in Europa. Nes­suno si è scan­dal­iz­za­to più di tan­to se la polizia francese ha cava­to occhi spara…. […]

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