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New York, 1 ago – La Procter & Gamble, multinazionale della cosmesi e dei prodotti per la casa padrona del famosissimo marchio Gillette, ha riportato una perdita netta di 5,24 miliardi di dollari; secondo la stampa Usa, questo sarebbe dovuto alle nuove pubblicità della marca di rasoi, quelle insomma che deprecano la cosiddetta “mascolinità tossica” e i nuovi valori femministi.



La campagna pubbliciaria We Believe

La campagna pubblicitaria intitolata We Believe di Gillette, è stata rilasciata a gennaio. Chiedendo agli uomini di “radersi la loro mascolinità tossica” di dosso, ha de facto incolpato un intero genere delle turpi azioni di una piccola percentuale di violentatori, stupratori e pervertiti sessuali. Già all’epoca dell’uscita del primo spot lo sdegno di gran parte della clientela Gillette fu evidente; in molti espressero il proprio disappunto sui social dichiarando che non si sarebbero mai più serviti dei prodotti dell’azienda. E su Youtube i “mi piace” al video dello spot Gillette raggiunsero un quinto delle reazioni di pollice verso.

“Una perdita netta di circa 5,24 miliardi di dollari”

È stato ora rivelato che la Procter & Gamble ha subito una svalutazione di circa 8 miliardi di dollari imputabili alle attività della linea di rasatura Gillette, contribuendo a “una perdita netta di circa 5,24 miliardi di dollari, o 2,12 dollari per azione, per il trimestre chiuso al 30 giugno.” P&G afferma, tuttavia, che la svalutazione è “dovuta principalmente alle fluttuazioni dei cambi, all’aumento della concorrenza e al mercato dei contratti per lame e rasoi, poiché i consumatori nei mercati sviluppati si radono meno frequentemente“. Tuttavia la stampa americana evidenzia come la nuova campagna pubblicitaria abbia fatto perdere alla Gilette importanti testimonial e con loro fette di mercato.

Il canto del cigno è stato “il figlio transgender”

Le vendite erano già in declino ad aprile; il mese seguente Gillette pubblicò l’ennesimo spot pubblicitario in cui un padre insegnava a suo figlio transgender a radersi per la prima volta. Non una bella trovata quella della Gillette.

Ilaria Paoletti



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4 Commenti

  1. io ero un loro cliente fin da ragazzo…
    dai tempi di
    “il meglio di un uomo”
    (anni85\90)
    e ho smesso di acquistare i loro prodotti (per sempre)
    nell’istante in cui loro hanno smesso di essere uomini.

  2. ???

    Vendi rasoi da barba …. quindi per bianchi , ariani , xenofobi ….
    e fai pubblicità con femministe e trans !

    ????

    fossi un azionista farei causa al pubblicitario .

  3. Spero sia quello il motivo e spero che falliscano, sarebbe un bel segnale anche per le altre aziende. Ma vedi un po’ se dopo aver costruito il mondo gli uomini debbano pure vergognarsi di esistere!

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