Roma, 5 mag – I servizi segreti americani hanno davvero aiutato le forze armate ucraina a localizzare e uccidere alcuni generali russi? Stando a quanto rivelato dal New York Times, che cita alti funzionari degli Stati Uniti, senza alcun dubbio. I dati di intelligence forniti dagli 007 Usa, relativi anche alle basi militari mobili delle truppe russe, avrebbero consentito a Kiev di attuare queste operazioni mirate. Per l’esattezza l’Ucraina rivendica l’uccisione di 12 generali di Mosca sul campo di battaglia, ma il Nyt spiega che le sue fonti non hanno voluto fornire dettagli sul numero esatto di generali uccisi grazie al contributo delle spie americane, perché Washington vieta loro di spiattellare alla stampa informazioni top secret.

L’intelligence Usa ha aiutato gli ucraini a uccidere generali russi? I “chiarimenti” del Pentagono

Il portavoce del pentagono, John Kirby, alla richiesta di delucidazioni su quanto rivelato dal Nyt ha detto che “non parleremo dei dettagli di tali informazioni”. Ma ha riconosciuto al contempo che gli Stati Uniti hanno fornito “all’Ucraina informazioni e intelligence che possono usare per difendersi”. Parziale ammissione quindi. Mentre dopo pubblicazione dell’articolo in questione, Adrienne Watson, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, ha fatto sapere che le informazioni di intelligence agli ucraini non sono state fornite “con l’intento di uccidere i generali russi”. Smentita piuttosto blanda.

Ma non è tutto, perché sempre secondo il prestigioso quotidiano statunitense, non tutti gli attacchi mirati sarebbero stati effettuati dagli ucraini grazie all’aiuto dei servizi Usa. In certi casi gli Stati Uniti non avrebbero avuto alcun ruolo diretto, mentre altre informazioni fondamentali per gli “strikes” sarebbero state fornite da altri Paesi Nato. Non è un dato trascurabile, perché se davvero le cose stessero così vorrebbe dire che il contributo alle operazioni “speciali” ucraine arriva anche dall’intelligence di nazioni europee.

La giusta domanda da porsi

Nessuna sorpresa, si dirà, tutto scontato o quantomeno probabile. Tuttavia rivendicare esplicitamente questo genere di operazioni suonerebbe come un’aperta dichiarazione di guerra alla Russia, cosa che l’Europa intende evitare proprio per scongiurare una pericolosa escalation oltre i confini ucraini. Il punto quindi non è tanto capire se davvero le spie occidentali hanno aiutato gli ucraini a uccidere dei generali russi, quanto perché quelle Usa stanno comunicando di aver agevolato questi attacchi. Il sospetto è, al solito, che la Casa Bianca voglia irritare sempre più il Cremlino e allontanare i negoziati. Mossa pericolosa per l’Europa, ma forse calcolata (dagli Stati Uniti).

Eugenio Palazzini

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