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Roma, 22 nov – Dato alle fiamme il Parlamento del Guatemala, dove centinaia di manifestanti, molti incappucciati, hanno assaltato un’ala dell’edificio per protestare contro il governo. Dopo aver sfondato la porta d’ingresso e distrutto le finestre, i manifestanti hanno lanciato molotov all’interno. Al momento dell’assalto i parlamentari non erano presenti. La protesta nella piccola nazione centroamericana, dove il 60% della popolazione vive in povertà, si è letteralmente infiammata dopo il semaforo verde per il Bilancio 2021. Proprio questa settimana il governo ha infatti approvato lo stanziamento di quasi 13 miliardi di dollari, un budget mai impiegato nella storia del Paese. Il problema è che la gran parte di questi fondi verrà impiegate per le infrastrutture legate alle grandi imprese.

Presidente sotto accusa

Le forze dell’ordine hanno fermato una ventina di persone e altre cinquanta sono state ricoverate in ospedale a causa delle ferite riportate. Molte altre hanno poi richiesto soccorsi per l’intossicazione subita dal fumo prodotto dalle fiamme. La rabbia dei manifestanti non è esplosa però soltanto per la legge finanziaria approvata dal Congresso, è in generale il mancato impiego di risorse da parte del governo per contrastare la diffusione del coronavirus che ha mandato su tutte le furie i cittadini. Il presidente Alejando Giammattei, medico 64enne salito al potere lo scorso gennaio promettendo di eliminare la corruzione largamente diffusa nel Paese e di combattere strenuamente la criminalità organizzata, sembra sempre meno popolare. Adesso però il suo governo è sotto accusa per la gestione dell’epidemia, soprattutto per le scarse risorse impiegate per sopperire alle profonde carenze negli ospedali della nazione.

I manifestanti chiedono le dimissioni di Giammattei e durante la contestazione hanno sventolato bandiere nazionali ed esposto cartelli con uno slogan emblematico: “Basta corruzione”, esattamente quel cancro sistemico che il presidente guatemalteco prometteva di estirpare. Giammattei però non ha intenzione di andarsene e ha denunciato l’attacco al Parlamento, minacciando via Twitter ripercussioni legali: “Vi ribadisco che avete il diritto di manifestare nel rispetto della legge ma non possiamo permettere atti di vandalismo contro la proprietà pubblica o privata“, ha scritto il presidente del Guatemala. “Chiunque si dimostri che abbia partecipato a questi atti criminali sentirà la piena forza della legge”.

Eugenio Palazzini

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