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Pechino, 13 mag – La guerra dei dazi continua, affondando le Borse. Come annunciato, infatti, la Cina ha fatto sapere che dal primo giugno prossimo alzerà al 25% i dazi su 60 miliardi di dollari di esportazioni Usa, interromperà i maggiori acquisti promessi di prodotti agricoli americani ed energetici (gas liquefatto) e ridurrà gli ordini di aerei Boeing. In totale, sono 2.493 i beni made in Usa colpiti. Finora Pechino aveva imposto dazi su 110 miliardi di esportazioni americani, pari a un terzo del totale. Inoltre Pechino potrebbe reintrodurre i dazi del 25%, sospesi nei mesi scorsi, sui Suv made in Usa.

Trump alla Cina: “Non replicate, farebbe peggiorare le cose”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump poco prima dell’annuncio di Pechino ha consigliato alla Cina con un tweet di non “replicare” all’aumento delle tariffe commerciali deciso nei giorni scorsi dalla Casa Bianca perché questo “non farebbe che peggiorare le cose”. “La Cina ha approfittato degli Stati Uniti durante talmente tanti anni che ora ha un grosso vantaggio perché i nostri presidenti non hanno fatto il loro lavoro dunque farebbe meglio a non replicare perché questo non farebbe che peggiorare le cose“. Avvertimento vano, vista la rappresaglia del gigante asiatico.

I dazi Usa

Quella cinese è, come abbiamo detto, una reazione alle decisioni Usa: venerdì erano scattati i rialzi dal 10 al 25% dei dazi, annunciati a sorpresa dal presidente Trump alcuni giorni prima. Una stangata su 200 miliardi di prodotti importati dalla Cina.

Il contraccolpo sui mercati

I future di Wall Street sono in caduta libera per le tensioni commerciali tra le due superpotenze. Il Dow Jones cede l’1,8%, lo S&P 500 l’1,9% e il Nasdaq addirittura il 2,6 per cento. Il nuovo capitolo della guerra commerciale ha anche spinto al ribasso Piazza Affari, con il Ftse Mib che, a circa un’ora dall’apertura di Wall Street, perdeva l’1%.

Adolfo Spezzaferro

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