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Washington, 8 mag – Come annunciato, gli Stati Uniti hanno notificato l’aumento dei dazi dal 10% al 25% nei confronti di 200 miliardi di dollari di prodotti made in China a partire da venerdì 10 maggio. Lo afferma il rappresentante americano al Commercio Robert Lighthizer, sottolineando che la notifica è stata pubblicata sul Federal Register, l’omologo della Gazzetta Ufficiale.

Trump: “Vicepremier cinese arriva in Usa per fare accordo”

“La Cina ci ha informato che il vicepremier cinese sta arrivando negli Stati Uniti per fare un accordo. Vedremo, ma io sono molto felice con oltre 100 miliardi di dollari in dazi che riempiono le casse degli Stati Uniti. Ottimo per gli Usa, non positivo per la Cina”. Lo scrive su Twitter il presidente americano Donald Trump facendo il punto della guerra commerciale con Pechino. “Il motivo alla base della marcia indietro della Cina e del tentativo di rinegoziare l’accordo commerciale è la sincera speranza che loro hanno di rinegoziare con Joe Biden o con un altro democratico molto debole per continuare a spremere gli Stati Uniti (500 miliardi di dollari all’anno) anche in futuro. Ma questo non succederà”, ha aggiunto.

Washington accusa Pechino di fare marcia indietro

Washington ha accusato la Cina di essersi tirata indietro rispetto agli impegni già presi su un potenziale accordo commerciale. Secondo fonti di stampa statunitensi, la Cina avrebbe cancellato dalla bozza di accordo i suoi impegni a cambiare leggi per risolvere le principali questioni sollevate da Washington, a partire dal furto di proprietà intellettuale e dai segreti commerciali. La situazione sarebbe degenerata lo scorso venerdì notte, quando a Washington sarebbe arrivato un cablo diplomatico di Pechino pieno di modifiche alla bozza di accordo. Questo spiegherebbe i successivi tweet di Trump, con cui il presidente ha annunciato il rialzo dal 10 al 25 per cento dei dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina, a partire da venerdì prossimo.

Intanto, il direttore del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde parla di “minaccia” all’economia mondiale; e il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, si augura un accordo, sottolineandone l’importanza per l’economia italiana: “Per l’Italia, che è un Paese esportatore, il fatto che ci sia un’intesa e che dunque non ci siano effetti negativi sul commercio internazionale, è una questione cruciale“.

Usa: “Cina vuole rimangiarsi gli impegni precedenti”

Ma gli Usa accusano la Cina di volersi rimangiare “gli impegni precedenti”. “Nell’ultima settimana abbiamo visto un’erosione degli impegni da parte della Cina. Nella nostra visione è inaccettabile”, ha dichiarato Lighthizer. Un giudizio condiviso anche dal segretario al Tesoro Usa, Steve Mnuchin, considerato il funzionario Usa più incline a un accordo con la Cina. Nel fine settimana, sono emerse “nuove informazioni” che lasciano trapelare l’intenzione di “cambiare l’accordo drammaticamente” in una direzione sgradita a Washington, ha detto Mnuchin, e “l’intero team economico è completamente unito e ha raccomandato al presidente di procedere con le tariffe se non raggiungeremo un accordo entro la fine della settimana“.

Ludovica Colli

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