Roma, 19 apr – Nel conflitto in atto domina la disinformatia, magistrale arma sovietica a cui attingono a piene mani sia i russi che gli ucraini. Una guerra nella guerra che finisce per destabilizzare anche i più acuti analisti, spesso in preda al vizio “partigiano”. Ciò che appare meno nebuloso è quanto condiviso da entrambi in fronti in guerra, al netto delle diverse definizioni che nulla tolgono alla sostanza. Per questo è difficilmente contestabile che in Ucraina è iniziata una “seconda fase” (come viene chiamata a Kiev) della guerra, altrimenti definita “nuova fase” da Mosca, che si ostina a parlare come noto di “operazione speciale”. Poco cambia, come detto, perché l’unico punto di raccordo al momento riscontrabile è la fotografia di questa svolta. Prova ne sia quanto dichiarato dal ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, che ha di fatto confermato quanto precedentemente fatto presente dalla controparte ucraina.

Lavrov rivela gli obiettivi russi in Ucraina

La vecchia volpe della diplomazia russa ha spiegato oggi, in un’intervista esclusiva rilasciata a India Today (aspetto probabilmente non casuale per via della “neutralità” di Nuova Delhi) che in Ucraina “sta iniziando una nuova fase di questa operazione e sono sicuro che sarà un momento molto importante dell’intera operazione speciale”. Lavrov ha specificato che l’operazione delle forze russe mira “alla completa liberazione delle Repubbliche di Donetsk e Luhansk“. Anche in questo caso si tratta di una dichiarazione, dunque non per forza di cose corrispondente alle reali intenzioni del Cremlino. E’ però chiaro che la Russia potrebbe a questo punto accontentarsi di chiudere la partita dopo aver sigillato il Donbass.

“Colpa dell’Occidente” 

Il ministro degli Esteri russo si è poi soffermato sulla minaccia nucleare evocata da più parti, assicurando che la Russia usa e userà soltanto “armi convenzionali”. Nell’intervista rilasciata alla testata indiana, il capo della diplomazia russa è poi tornato ad accusare l’Occidente di aver causato il conflitto. “La vera ragione” della guerra in atto è da ricercare nel fatto che i Paesi occidentali hanno “violato le promesse alla leadership russa e hanno iniziato a spostare la Nato verso est dopo la scomparsa dell’Unione Sovietica”, dicendo che era “un’alleanza difensiva e non un minaccia alla nostra sicurezza”. E ancora: “Gli eventi attuali hanno origine negli Stati Uniti e nel desiderio dell’Occidente di governare il mondo. Volevano mostrare al mondo che non ci sarebbe stata multipolarità, solo unipolarità, e hanno creato un trampolino (l’Ucraina, ndr) contro di noi ai nostri confini. Hanno pompato armi in Ucraina”.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. L’Ucraina è solo una pedina. Poveri ucraini, la strada per la Russia non è così facile. La NATO non permetterà mai alla Russia di prendere facilmente l’Ucraina. Alla fine, finirà con i colloqui di pace e fermerà la guerra. È questione di tempo.

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