Roma, 19 apr – Fino a che punto si spingerà la Russia? E’ la domanda che assilla tutti dall’inizio della guerra in Ucraina. Secondo il generale Marco Bertolini, già comandante del Coi e della Brigata paracadutisti “Folgore”, gli obiettivi di Mosca a questo punto sono essenzialmente tre.

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I tre obiettivi russi: l’analisi del generale Bertolini

“Nel momento in cui avranno il controllo del Donbass e il controllo della Crimea i russi avranno ottenuto i due terzi dei risultati che avevano dichiarato all’inizio. Il terzo sarebbe non far entrare l’Ucraina nella Nato”, dice Bertolini allAdnkronos. Mentre il mancato ingesso di Kiev nell’Alleanza atlantica è un “risultato che di fatto è stato ottenuto”, fa notare Bertolini, “ma che andrà consolidato per via negoziale”. E “speriamo che una volta conclusa l’operazione nel Donbass e a Mariupol si possa riaprire il discorso perché l’alternativa sarebbe una guerra infinita che prima o poi ci coinvolgerebbe”, specifica il generale.

Dovessimo attenerci non solo a quanto dichiarato ma anche a quanto fatto trapelare dal Cremlino, gli obiettivi russi da raggiungere erano essenzialmente questi: controllo totale del Donbass, “denazificazione” dell’Ucraina (da tradurre con regime change a Kiev) e controllo dell’intera costa affacciata sul Mar d’Azov per unire Crimea a Donbass. Resterebbe in sospeso il quarto obiettivo, mai dichiarato ma senz’altro auspicato da Mosca: la presa di Odessa, che garantirebbe alla Russia l’occupazione totale della fascia costiera ucraina, dunque il controllo del Mar Nero.

I negoziati saltati

Sta di fatto che a questo punto siamo entrati in una seconda fase della guerra, o “nuova fase” come l’ha definita Lavrov. “Nella pianificazione iniziale questa non doveva essere la seconda fase della guerra – fa notare Bertolini – lo deduco dalle forze che sono state messe in campo che non erano sufficienti per procedere all’invasione dell’Ucraina ma erano molto minori. Il che vuol dire che il livello di ambizione era molto minore: mettere in sicurezza il Donbass, creare un collegamento tra la Crimea e il Donbass, poi ottenere che l’Ucraina non entrasse nella Nato”. Tuttavia “credo che nei piani dei russi si volesse arrivare a questi obiettivi per via negoziale – precisa il generale – Saltato il negoziato si è resa necessaria questa seconda fase: i russi cercheranno di raggiungere quello che vogliono ‘manu militari’ anche se non sarà un’impresa facile”.

Come mai i negoziati sono saltati di punto in bianco? Secondo Bertolini “perché non tanto Zelensky, ma soprattutto i suoi ispiratori evidentemente non lo vogliono. Infatti spingono per uno scontro finale, lo ha detto anche la Von der Leyen che bisogna arrivare alla vittoria e la vittoria vuol dire che non si negozia ma che l’avversario si arrende, ammesso che ci sia un avversario visto che noi non siamo in guerra”.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. ..giusto…ma vi rendete conto che lo ha detto la “ursula grand ladren”? Ha giá pronti gli stuka e i panzer avanzati dalla ll GM…si crede AH….

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