Roma, 19 apr — Santa Cirinnà protettrice degli abbacchi pasquali ha parlato: «Chi mangia l’agnello» per celebrare la resurrezione del Signore «è cannibale, l’ho detto e lo confermo. Non si mangiano i figli di altre madri: avete mai visto portare via gli agnelli? Io si, le pecore corrono dietro ai camion e urlano. Non c’è bisogno di mangiare l’agnello».

Cirinnà, ti spieghiamo cosa è il cannibalismo

Lo ha dichiarato la senatrice Pd, vegetariana, (ma lei le mangerà le uova? Anche loro sono figlie delle galline), intervenendo alla trasmissione di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora e dimostrando di non avere le idee chiarissime in merito al concetto di cannibalismo. Le veniamo in soccorso noi, con l’aiuto della Treccani: in zoologia «Si parla di cannibalismo quando individui di una specie animale aggrediscono e divorano membri della stessa specie»; in senso più stretto, quello antropologico, il termine indica «l’uso di cibarsi di carne umana (anche detto antropofagia)». Va da sé — ci vergogniamo a doverlo puntualizzare — che il cibarsi di agnelli non rientra in nessuna delle due definizioni.

Pietà l’è morta (ma non per gli agnellini)

Parole in libertà quelle della Cirinnà, dunque; magari mostrasse la stessa pietà elargita nei confronti degli agnelli anche per i milioni di bambini abortiti al mondo, o provasse pena per quelli strappati dai ventri delle madri surrogate. Ma no: nel primo caso non si tratta nemmeno di bambini, ma di «ammassi di cellule», che oltretutto non belano nei prati verdeggianti e sono ben poco coccolosi. Nel secondo caso, le madri — pardon, le incubatrici — vengono pagate fior di quattrini per sfornare figli da vendere alle coppie gay, di sicuro non «corrono dietro ai camion urlando».

Dichiarazioni così prive di senso che hanno spinto persino Prandini (Coldiretti) a prendere posizione, bollando l’affermazione della pasionaria come «figlia di grande ignoranza», sottolineando come «se non ci fosse il lavoro di queste persone [allevatori] avremmo l’abbandono dei territori». Ma, qui è il dilemma, fa più tenerezza un agnellino sperduto e belante o un allevatore in rovina? Per la Cirinnà non ci sono dubbi.

Cristina Gauri

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6 Commenti

  1. La Cirinnà pensi bene a chi ha usato la cuccia del suo cane e non vada oltre nel suo, ehm… nostro terreno italico.

  2. Io e’ un mese che scanno e mangio abbacchi caserecci mmmmmmhhhh una delizia del palato e la carne di agnello e’ molto digeribile

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