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Tripoli, 4 lug – “Lanciamo un appello al mondo intero e all’Unione Europea a porre fine alle politiche razziste del ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini” che “in collaborazione con l’incostituzionale consiglio presidenziale” di Fayez al Serraj sono “la ragione principale dell’accumulo di migranti nella regione occidentale della Libia“. L’accusa arriva dal generale Mohamed al Manfour, comandante delle forze aeree dell’autoproclamato Esercito nazionale libico guidato dal generale Khalifa Haftar, in una nota inviata al portale d’informazione Libyan Address all’indomani del raid contro il centro di detenzione di immigrati a Tajoura, periferia di Tripoli.

“I porti chiusi hanno causato il rimpatrio forzato dei migranti”

Secondo al Manfour, la politica dei porti chiusi di Salvini hanno causato il “rimpatrio forzato di migranti in Libia”, facendoli tornare “ancora una volta nelle mani degli stessi trafficanti di esseri umani da cui sono fuggiti” e ricollocandoli “tra carri armati e depositi di munizioni in quello che altro non è che una palese violazione delle regole basilari dei diritti umani e dei valori umani”.

Il generale Manfour poi punta il dito contro il governo di Tripoli (appoggiato dall’Italia) che “continua a ricevere aiuti esteri con il pretesto di combattere l’immigrazione clandestina e mette questi fondi nelle tasche dei ladri e dei trafficanti di esseri umani”. Secondo il militare, “coloro che gestiscono questi centri sono gli stessi trafficanti di esseri umani e gli stessi leader delle milizie che traggono profitto dalla tratta di esseri umani, via terra e via mare, con il pretesto di combattere l’immigrazione clandestina – sono le stesse persone che sfruttano questi migranti per la schiavitù e il lavoro forzato”.

Infine al Manfour elogia i centri di detenzione gestiti dall’Esercito nazionale libico: “Invitiamo queste organizzazioni e agenzie a visitare i rifugi e i centri di detenzione dei migranti nelle aree controllate dal governo provvisorio. Questi centri sono ben organizzati, sicuri e gestiti correttamente da supervisori e guardie”.

Si complica la posizione del governo italiano sui porti sicuri

Con il bombardamento del centro di detenzione e la strage di immigrati sarà complicato per il governo verdegiallo respingere le navi Ong dicendo loro di andare a sbarcare i clandestini in Libia. Inoltre con l’escalation militare nella regione, aumenteranno esponenzialmente gli immigrati che vorranno lasciare la Libia. Ieri poi Salvini ha attribuito al generale Khalifa Haftar “la responsabilità dell’atto criminale” del centro di Tajoura (responsabilità smentita dalle forze di Haftar). E questo di certo non aiuta l’Italia, ormai coinvolta direttamente nella guerra civile libica.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. .intervenire militarmente, no? Ah, già, le nostre sono forze di pace…buone per essere schiacciate dalla capitanA…

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