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Mosca, 14 gen – Dopo pochissimi giorni salta il cessate il fuoco in Libia. Il generale Khalifa Haftar, comandante dell’Esercito nazionale libico, ha lasciato Mosca senza firmare l’accordo di cessate il fuoco con il Governo di accordo nazionale (Gna) guidato da Fayez al Serraj. Lo riporta l’agenzia Ria Novosti, che cita una sua fonte. Secondo Al Arabiya, Haftar ha giustificato la mancata accettazione del cessate il fuoco sostenendo che il documento proposto ignora molte richieste dell’Esercito nazionale libico. La controparte, invece, il premier del Gna al Serraj, aveva sottoscritto l’accordo a Mosca nella giornata di ieri, mentre il generale della Cirenaica aveva preso tempo per studiare il documento. Sempre Al Arabiya riporta che in seguito sono ripresi i combattimenti a sud di Tripoli. Mentre il portale Al Wasat, citando testimoni oculari, parla di colpi di artiglieria sentiti nei sobborghi di Salah al Deen e Ain Zara, sempre a sud della capitale libica.

Fallisce la mediazione di Putin ed Erdogan

Dal canto suo, il ministero degli Esteri russo fa sapere che continuerà a lavorare insieme con le parti in guerra in Libia per trovare un accordo. Ma la tregua promossa dal presidente russo Putin e aiutata attivamente dal presidente turco Erdogan – schierati il primo con Haftar e il secondo con al Sarraj – era appesa a un filo. L’ultima bozza di intesa era più morbida e peraltro riconosceva l’avanzata del generale. Ma Haftar crede nella soluzione militare e non vuole fare dietrofront a un passo dalla vittoria. Secondo fonti libiche, il generale aveva preso tempo per verificare se i suoi partner arabi – Arabia Saudita, Egitto ed Emirati Arabi – fossero pronti a sostenerlo militarmente in caso di no all’accordo. A questo punto sembrerebbe che sia stato rassicurato in tal senso. E quindi la guerra in Libia continua.

Adolfo Spezzaferro

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