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Londra, 23 nov – «L’Europa deve frenare l’immigrazione di massa». A dirlo non sono Salvini e Orbán. Né Donald Trump o qualche altro esponente dell’«impero del male». No, stavolta è stata nientemeno che Hillary Clinton. Esatto, la stessa Clinton che non ha mai perso occasione per farsi megafono dell’ideologia liberal e globalista più spinta. Quella, tanto per intendersi, che vuole azzerare le frontiere e mira a realizzare un grande meticciato universale. Solo che, dopo la batosta rimediata due anni fa, la Clinton ha intenzione di ricandidarsi alle elezioni americane del 2020. E ormai deve aver capito che le castronerie no border non funzionano. Neanche un po’. Di qui il dietrofront.
In un’intervista al Guardian, infatti, la Clinton ha esortato i Paesi membri dell’Unione europea a «cambiare radicalmente approccio» di fronte al problema immigrazione. Pur elogiando «l’atteggiamento generoso e compassionevole dimostrato anni fa da Angela Merkel», la leader del Partito democratico americano afferma che «ormai possiamo dire con franchezza che l’Europa ha fatto la sua parte. Gli Stati dell’Ue non possono mantenere all’infinito i confini aperti». «È tempo – ha detto la Clinton al quotidiano britannico – che le cancellerie europee mandino un messaggio forte alle masse di profughi, dicendo a questi ultimi che non è più possibile accoglierli. Se i Paesi Ue non cambieranno radicalmente approccio, adottando finalmente la linea della fermezza, il problema dell’immigrazione di massa non verrà mai risolto e continuerà a diffondere preoccupazioni e ansie all’interno della società». Secondo Hillary, l’immigrazione di massa verso l’Europa rappresenta addirittura una «miccia» che presto o tardi «farà esplodere» una pletora di «tensioni sociali» nel Vecchio Continente.
È evidente che queste dichiarazioni non testimoniano un «rinsavimento» della Clinton, quanto piuttosto un cambio di strategia. Perché – è sempre Hillary a spiegarlo – i beneficiari delle tensioni sociali scatenate dall’immigrazione di massa sono sempre e solo i «populisti». Tra cui c’è, ovviamente, anche il suo nemico giurato Trump, sempre più duro sulla difesa dei confini. Di conseguenza sarebbe del tutto suicida – questo il senso delle sue parole – offrire il destro ai propri avversari. Ma, sia come sia, un dato rimane: ai benefici frutti delle migrazioni, a parte Repubblica e Saviano, ormai non crede più nessuno.
Elena Sempione

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