Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 6 ago – Il presidente del Cio (Comitato olimpico internazionale), Thomas Bach, si è rifiutato di far osservare un minuto di silenzio alle Olimpiadi di Tokyo per onorare le vittime del bombardamento atomico che distrusse Hiroshima. E dire che a luglio i funzionari della città nipponica avevano pure accolto Bach, per un tour dei siti commemorativi, tra cui l’Hiroshima Peace Memorial Park. “Sono deluso. Non pensavo che un breve momento di preghiera potesse incontrare obiezioni da parte di qualcuno. È un peccato che (il presidente del Cio, ndr) sia venuto all’Hiroshima Peace Memorial Museum e tuttavia non gli sia venuta voglia di chiedere un momento di silenzio”. E’ quanto dichiarato tre giorni fa da Toshiyuki Mimaki, presidente ad interim della Confederazione delle organizzazioni per le vittime della bomba atomica, all’Asahi Shimbun.



Hiroshima, oltre il minuto di silenzio

Molti giapponesi non hanno preso bene la decisione, giudicata irrispettosa, di Bach. Un rifiuto segno di una scarsa considerazione. “È deludente, anche se apprezziamo il fatto che il presidente Bach abbia visitato Hiroshima” prima dei Giochi olimpici, ha dichiarato un funzionario della città. Il Cio ha elencato una serie di motivi alla base del rifiuto di far rispettare il minuto di silenzio. Uno su tutti: durante la cerimonia di chiusura, prevista l’8 agosto, è già in programma un momento di commemorazione per le “vittime delle tragedie storiche”. Ecco, se vogliamo la toppa è peggio del buco. Non perché sia dirimente un simbolico minuto di silenzio, che nel caso di specie può altresì essere considerato sminuente. Ad essere grave è il vago riferimento alle “tragedie storiche”. E’ come se le Olimpiadi si svolgessero in Israele e il Cio negasse il minuto di silenzio specificatamente per le vittime dell’Olocausto, proponendo il ricordo di tutti i genocidi della storia. Cosa direbbe chi oggi fischietta di fronte alla scelta del Comitato olimpico?

Black Brain

La democrazia atomica

Quanto accaduto a Hiroshima, esattamente 76 anni fa, non fu semplicemente un “disastro atomico”. E’ stato e rimane uno dei crimini più vergognosi della storia. Vigliacco, terrificante e soprattutto impunito. A commetterlo, è bene essere chiari viste le omissioni ipocrite e all’uopo di certa stampa, furono gli Stati Uniti. Piaccia o non piaccia ai commentatori liberal, questa è la realtà storica. La “democrazia atomica” cadde dal cielo, spazzando via una città giapponese. Per poi tornare, impietosa e codarda, pochi giorni dopo. E ne distrusse un’altra di città nipponica: Nagasaki. Ma i buoni ogni tanto si distraggono e preferiscono non stuzzicare la voce del padrone.

Eugenio Palazzini

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. C’è da dire che Bach – oltre alla visita già fatta – ha programmato un ricordo della tragedia nella cerimonia di chiusura dei giochi.

    La bomba comunque – oltre a dover affrettare la chiusura della guerra – fu una vetrina e doveva essere un chiaro avvertimento ai futuri nemici russi della potenza raggiunta dagli Usa. Allora si potevano far saltare città e abitanti impunemente, avendo meno guai di oggi se pisci contro un muro.

    C’è anche da dire che i jap – prigionieri del militarismo più sfrenato – erano cape toste. Invece di arrendersi alla prima bomba, se ne fecero sganciare una seconda.
    Il motivo? Pensavano che la bomba fosse un prodotto di laboratorio e che gli yankees ne avessero solo una. Alla seconda si convinsero e gettarono la spugna.Doppiamente coglioni i mandorlati, perchè le bombe erano invece solo due ed erano finite. C’est la vie.

  2. Ho lavorato molti anni in Giappone e un po’ conosco quel popolo li , non prendo in considerazione il commento di Evar qui sopra in quanto questo signore del Giappone e delle vicende giapponesi non sa niente, ma tornando al commento se ci sono cose che danno proprio fastidio ai giappi ecco quello che ha fatto Thomas Bach e’ una cosa di quelle, e le popolazioni asiatiche ed in particolare i giapponesi non dimenticano mai nulla, posso anche aggiungere che in molte scuole prima della ffine dell’anno scolastico ,nelle zone del sud del giappone ancora adesso ci sono anziani o figli di anziani che vanno a raccontare agli studenti quello che hanno fatto gli americani giusto per non dimenticare, qui invece le bombe e i nostri morti causati dalle bombe degli anglo americani non li ricorda nessuno

Commenta