Hong Kong, 2 ott – Erano centinaia gli studenti – ma non solo – che oggi si sono dati appuntamento per un sit-in davanti all’istituto scolastico frequentato da Tsang Chi-kin, il 18enne ferito ieri in pieno petto da un colpo d’arma da fuoco sparato da un poliziotto. Secondo fonti governative lo studente è stato operato e sarebbe in condizioni stabili. I medici avrebbero estratto il proiettile che, nonostante la distanza ravvicinata dell’esplosione del colpo si trovava all’interno della cassa toracica. Rimane in vigore il provvedimento di arresto per il giovane, sospettato di aggressione a pubblico ufficiale.

La protesta di Amnesty

Gli studenti hanno protestato in uniforme scolastica o indossando una maglietta nera, scandendo slogan e mostrando le fotografie di Tsang Chi-kin. “Il ferimento grave di un manifestante rappresenta un allarmante sviluppo nella risposta alle proteste da parte della polizia di Hong Kong. Le autorità devono avviare un’indagine immediata”, ha dichiarato Man-Kei Tam, direttore di Amnesty International di Hong Kong. Mentre ieri a Pechino, in piazza Tienanmen, andava in scena la più grande parata militare mai organizzata in Cina in occasione del 70esimo anniversario della nascita della Repubblica popolare, a Hong Kong è scoppiata l’ennesima rivolta. Violenti scontri sono andati in scena tra manifestanti e polizia nell’ex avamposto britannico, con il governo che ha disposto “l’allerta rossa” e ha ordinato per motivi di sicurezza l’immediata evacuazione del complesso del Parlamento. Pesante il bilancio: 104 feriti ricoverati in ospedale e 180 persone arrestate. Tra i feriti anche 25 agenti della polizia. “La polizia dovrebbe ricorrere alla forza letale solo di fronte a un’imminente minaccia di morte o di ferimento grave e unicamente come estrema risorsa. Sollecitiamo le autorità di Hong Kong a riesaminare con urgenza le modalità di approccio alle proteste, con l’obiettivo di calmare la situazione e impedire che ulteriori vite siano messe a rischio”, ha spiegato Tam. Amnesty International sta esamindo ora le immagini del ferimento del giovane.

La polizia nega

Gli agenti di polizia negano che vi siano stati comportamenti lesivi dei diritti umani e parlano di azione difensiva. In un filmato i poliziotti spiegano che l’agente in questione “aveva avuto la sensazione che la sua vita e quella dei suoi colleghi fosse in pericolo”. Il capo della polizia di Hong Kong, Stephen Lo, definisce la giornata di ieri come una delle più violente e caotiche di tutta la protesta.

Cristina Gauri

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