Roma, 22 mar — Gordon Ramsay è famoso per i modi truci con cui tratta i concorrenti (o vittime?) delle trasmissioni culinarie da lui condotte, e per le sparate decisamente sopra le righe riguardo gli argomenti più disparati. In molti ancora non hanno digerito la sua boutade contro la cucina italiana («quella greca è migliore»), ma transeat.

Gordon Ramsay impietoso come sempre

Questa volta, però, lo chef britannico ci è andato giù pesante, bastonando i ristoratori colpiti dalla crisi economica provocata dalle restrizioni anti-Covid. Anche in Gran Bretagna il comparto della ristorazione è finito in ginocchio a causa di coprifuochi, misure contro il contagio e lockdown vari. Ma Gordon Ramsay sembra rallegrarsene: nel corso di un’intervista rilasciata a Radio Times, pur riconoscendo che gli ultimi due anni sono stati «devastanti» per l’industria della ristorazione, il cuoco evidenzia un lato, a sua detta, positivo: «Le cazzate sono finite».

Un settore in ginocchio anche in Gran Bretagna

Nel promuovere il suo nuovo programma in onda su BBC One, Future Food Stars di Gordon Ramsay, in cui 12 imprenditori della ristorazione gareggiano per poter entrare in affari con lui, lo chef ha affermato che la pandemia ha insegnato a quelli del settore ad «alzare il tiro». Ramsay si riferisce alle centinaia di catene di ristoranti che hanno chiuso definitivamente i battenti a causa della crisi: Carluccio’s, Byron Burger, Ask, Zizzi, Bella Italia, Café Rouge, Frankie & Benny’s, Chiquitos, Gourmet Burger Kitchen e Pizza Express. Nel mentre, l‘associazione di categoria UK Hospitality ha reso noto che la pandemia e le relative misure restrittive hanno «bruciato» circa 700mila posti di lavoro.

Tabula rasa

«Gli affari stavano andando malissimo, ma c’è un miglioramento… gli ultimi due anni sono stati devastanti. I padroni di casa [nel riscuotere l’affitto, ndr] non dicono: “Ok, fatti una vacanza per due anni”. Ma penso che ciò che è stato evidente per tutti noi, è che gran parte della merda è sparita», riferendosi a ben particolari «stronzi che approfittano di una posizione privilegiata. Ma ora abbiamo fatto tabula rasa, il che è positivo». Ramsay ha poi aggiunto, impietoso: «I clienti si sono fatti furbi negli ultimi due anni. Sanno molto di più sul cibo rispetto agli anni passati». Questo «Ha spazzato via molta dell’arroganza che pervadeva l’industria della ristorazione».

Cristina Gauri

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Certo la gente ora cucina in casa molto di più eppure a Mi e penso pure altrove i ristoranti gravemente di m., casse di riciclaggio-droga, non desistono…, il “cibo” preferito evidentemente è ancora un altro!

Commenta