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Riad, 3 apr – Mai prima d’ora si era sentito parlare un arabo in questi termini. Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha detto che Israele ha diritto a vivere in pace su un proprio stato. Una vera bomba diplomatica proprio nel mentre in cui Israele è da più parti accusato di stare mettendo in atto un genocidio nei confronti del popolo palestinese.
La svolta diplomatica in questione è stata pronunciata nel corso di un’intervista rilasciata poco prima che scoppiasse la nuova crisi a Gaza alla rivista americana The Atlantic, durante la quale bin Salman ha anche detto: “Credo che ogni persona, ovunque sia, abbia il diritto di vivere nella sua nazione pacifica, credo che palestinesi e israeliani abbiano il diritto di avere la propria terra”. Niente da obiettare, dunque, se Israele esiste e se esiste in quanto patria degli ebrei. Mai un leader arabo, nemmeno il più moderato, ha mai messo insieme le parole “diritto” “stato” e “Israele” in uno stesso concetto.
Le uniche perplessità di natura religiosa che l’uomo forte di casa Saud nutre in merito a Israele riguardano il destino della Spianata delle Moschee, vero fulcro delle proteste della scorsa estate e nucleo attorno a cui ruota il destino di quel fazzoletto di terra sacro alle tre grandi fedi monoteiste. E poi i diritti dei palestinesi, a cui però nell’intervista MBS, diminutivo con cui viene chiamato il principe, non dedica molte parole. Per il resto i sauditi non avrebbero problemi con gli altri popoli e le altre religioni: “Il nostro profeta Maometto sposò una donna ebrea. Non fu un’amica, la sposò”. Poi però usa espressioni non certo benevole verso gli iraniani.
Con le dichiarazioni del suo principe ereditario, molto amico del genero ebreo del presidente americano Donald Trump, Jared Kushner, l’Arabia Saudita si avvicina sempre più a Israele, dopo che già il mese scorso Riad aveva aperto dopo due anni di negoziati il proprio spazio commerciale aereo a Israele. Ma questo vento di pace tra le due potenze non sembra essere fine a se stesso.
“Dobbiamo arrivare a un accordo di pace che assicuri stabilità e che normalizzi le relazioni con Israele con cui condividiamo molti interessi” dichiara MBS. Un’espressione che va letta in chiave anti-iraniana, vera ossessione di Tel Aviv e Riad. Bin Salman nel corso dell’intervista ha infatti dichiarato che “il leader supremo iraniano a confronto faccia figurare bene Hitler. Hitler non ha fatto ciò che il capo supremo sta cercando di fare. Hitler ha cercato di conquistare l’Europa. … Il capo supremo sta cercando di conquistare il mondo”.
Mai prima d’ora un leader arabo aveva usato senza mezzi termini l’espressione “triangolo del male” riferendosi a Iran, Fratelli Musulmani e terrorismo di matrice sunnita – Isis, Al Qaeda, Hamas, Hezbollah – come se le tre cose fossero un tutt’uno. Bin Salman mette tutto insieme e dice che l’obiettivo di questo “triangolo del male” è ristabilire il califfato. E quando l’intervistatore gli chiede del wahabismo, che risulta essere la religione di stato in Arabia Saudita, MBS risponde secco: “non esiste il wahabismo”.
Anna Pedri



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