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Riad, 28 dic – Nello scacchiere geopolitico mediorientale ora entra anche una vera giocatrice di scacchi. La campionessa del mondo in carica, Anna Muzychuk, ha deciso di non partecipare ai mondiali che si terranno in Arabia Saudita perché le ferree regole che vigono nel regno in fatto di abbigliamento femminile le impongono di indossare l’abaya, il tradizionale abito scuro che l’islam salafita impone alle donne. E lei non ha alcuna intenzione di indossarlo, né di giocare con le regole di altri. Questione di dignità.



A nulla sono valsi i tentativi dell’organizzazione dei campionati di convincerla dicendo che non sarà obbligata a indossare il velo. “Io sono pronta a battermi per i miei principi e a rinunciare al torneo dove in cinque giorni avrei potuto guadagnare più di quanto faccio in dozzine di eventi messi insieme”, ha scritto in un lungo post pubblicato su Facebook la 27enne campionessa ucraina, spiegando che è pronta a perdere i suoi due titoli mondiali che detiene pur di non rinunciare alla sua libertà, compresa quella di camminare per strada accompagnata da un uomo.

In questi giorni a Riad, che è impegnata a rinnovare la sua immagine a livello internazionale, dando la parvenza di un regno di libertà, democrazia e modernità, si sta disputando il torneo Rapid and Blitz Chess Championships, che mette in palio un montepremi di due milioni di dollari, 4 volte quello che la Federazione mondiale degli scacchi mette in palio ogni anno. I sauditi si sono aggiudicati il torneo andando contro una fatwa emessa dalla principale autorità religiosa del Regno, che un paio di anni fa definì gli scacchi come una perdita di tempo.

Che gli scacchi siano uno degli sport dove gli atleti, anzi le atlete, sono tra le più determinati a salvaguardare la propria dignità e i propri principi lo ha già dimostrato un’altra scacchista di fama mondiale. Nazi Paikidze-Barnes, campionessa 23 enne nata in Russia, cresciuta in Georgia e dal 2013 americana di nazionalità, lo scorso mese di febbraio si rifiutò di partecipare ai mondiali in Iran, perché nonostante Teheran no l’avesse richiesto espressamente, l’organizzazione chiese alle scacchiste donne di rispettare le tradizioni del Paese. In quell’occasione la Muzychuk partecipò e indossò il velo, dal momento che l’Iran ospitò i mondiali non per una questione di soldi e di immagine internazionale e poiché la condizione delle donne a Teheran e dintorni non è minimamente paragonabile a quella del regno saudita.

Anna Pedri

 

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1 commento

  1. la ragazza ha le palle,voi di primato nazionale trascurate cose piu’ importanti,l’arresto di una ragazzina 16enne in palestina da parte degli occupanti sionisti,e sulle torture imposte ad oltre 3000 minorenni detenuti nelle carceri degli eletti di dio.fate interviste con mentana quello delle armi di distruzioni di massa di saddam,chiedendo di essere invitati alla 7 se ad ostia facevate il 10%.qui di fianco mentre sto commentando leggo la rassicurante ipotesi di questo luigi di stefano sulle scie chimiche.siete a corto di idee o non ne avete,invece di pubblicizzare i libri di h. ford del 1920,oppure quei testi scientifici di gianantonio valli,o scrittrici di spessore come savitri devi,devo leggere le stronzate che scrivete con moderazione su gerusalemme capitale.sono anche tra voi i non umani,e non siete in grado di riconoscerli,eppure avreste almeno dovuto leggere i libri di g.preziosi,mi ricordate gli atlantisti missini,quelli che non ebbero il coraggio di spiegare perche’ la II guerra mondiale era finita in quella maniera.per le scie, un sito oramai chiuso da tempo, corrente 88, se ne occupo’ egregiamente,ma dubito che possiate aver letto quei commenti.se vi servono i voti dei sionisti italiani sappiate ce sono solo 26000 persone per cui una nullita’ ai fini elettorali.buon lavoro ed andate almeno ad intervistare il generale fabio mini.

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