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Milano, 28 dic – Brutte notizie per i milanesi: il biglietto dei mezzi pubblici potrà presto lievitare a 2 euro, in luogo del costo attuale di 1 euro e 50 centesimi. Tutta colpa di Atm, si dirà. Invece no, perché l’azienda che gestisce il trasporto pubblico di Milano non ha colpe. I suoi conti non solo sono a posto, ma addirittura è stato avviato un piano per sostituire gradualmente i mezzi più vecchi e per automatizzare i pagamenti. Il problema sta nei conti del Comune.



Da quando il plurindagato sindaco Beppe Sala siede a Palazzo Mario, infatti, le spese sono lievitate, alla faccia della cosiddetta spending review. Niente taglio delle spese, specialmente di quelle inutili, niente risparmio, a fronte dell’impennata dei costi di gestione dei progetti delle metropolitane che ricadono sul Comune. Risultato: in totale bisogna “cacciare” 3 miliardi di euro.

Non bastavano gli aumenti delle tasse ai cittadini milanesi, quelli che sono proprietari di una casa acquistata con i risparmi di una vita di sacrifici, e quelli che sono costretti a pagare sempre di più per usufruire dei servizi di base, come i centri sportivi e i centri estivi che rappresentano un valido aiuto alle famiglie che lavorano e hanno figli in età scolare da accudire. Insomma, sono ancora una volta i milanesi a dover pagare gli sperperi di un’amministrazione che chiede un emendamento alla Finanziaria per trovare i 500 mila euro che servono a far arrivare il barcone dei migranti, e che spende 300 mila euro per il concerto di fine anno in piazza Duomo.

L’annuncio dell’aumento del costo dei biglietti, che ancora non si sa esattamente quando scatterà, è arrivato sotto Natale, e alla cosa è stato dato scarso risalto, complice anche la frenesia degli acquisti e dei regali. Ma Sala ha voluto mettere la mani avanti e dire: “Quello che posso dire al momento è che credo che il bilancio del 2018 sarà ancora in continuità e quindi non prevedo per il 2018 grandi cambiamenti a livello tariffario. Continueremo a cercare di lavorare in efficienza e a ridurre i costi, però tutelando i servizi. In questo momento non possiamo esprimerci sugli aumenti perché ci deve essere un allineamento con la finanziaria. In questo rapporto con Roma vediamo cosa riusciamo a portare a casa”.

Sala non prevede “grandi cambiamenti a livello tariffario” per il 2018. Già perché questo sarebbe un prezzo troppo alto da pagare per la sinistra che a Milano conta di portare a casa un buon risultato alle prossime elezioni. Lo scatto degli aumenti pare arriverà nel 2019. Con tutta probabilità insieme ad altre stangate.

Anna Pedri

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4 Commenti

  1. Ai milanesi va bene così mi pare evidente. Sala prende atto di una situazione di benessere generalizzato e munge quanto può per far sembrare Milano ancora più opulenta e lucrarci sopra per le prossime elezioni. Tanto i magistrati milanesi non gli faranno niente alla fine mica è Berlusconi

  2. Sala aumenta il prezzo dei biglietti poiché sa benissimo che a pagarli sono pochi italiani super tartassati da questa dittatura rossa , che va dalla politica alla magistratura e consapevolmente se ne frega di clandestini e zecche rosse che usano i mezzi pubblici gratuitamente sulle spalle di noi poveri sudditi.

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