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Roma, 23 nov – Nonostante il fenomeno dell’immigrazione fosse iniziato ormai da diverso tempo, l’Europa si è fatto trovare assolutamente impreparata di fronte alle più recenti ondate e questo ha determinato una politica di breve respiro che, però, avrà conseguenze di lunghissimo termine e di grande impatto.

L’immigrazione contro la tradizione europea

La classe politica europea doveva – e dovrebbe – ripensare i propri fondamenti di natura culturale di fronte a un’ondata di queste proporzioni domandandosi, per esempio, se esistono dei valori europei, se esiste una tradizione europea. Sotto il profilo storico queste domande sono state poste più volte nel corso della storia, proprio nel momento in cui l’Europa si doveva confrontare con popoli che avevano valori diversi dai propri.

Una riflessione dovrebbe essere fondamentale soprattutto per comprendere se l’essenza dell’Europa – ammesso che ne abbia (ancora) una – sia ancora viva o invece sia in fase di declino. Certamente una delle ragioni di questo mancato confronto dipende dal dominio del politicamente corretto.

Ebbene, la mancata riflessione sul drammatico problema della nuova immigrazione ha determinato un atteggiamento possiamo quasi istintivo verso di essa, emotivo ed irrazionale, caratterizzato dallo spirito di accoglienza generalizzata. Stiamo alludendo, da un punto di vista politico, non solo agli accordi di Schengen ma anche a quelli di Dublino. Alla luce di queste due accordi l’immigrato viene semplicemente interpretato come un semplice straniero e quindi in automatico incluso nelle dinamiche di libera circolazione previste per i cittadini europei. Tutto ciò costituisce un errore fatale come, d’altra parte, dimostra il fatto che le nazioni dell’Unione Europea hanno scaricato questo problema sulle spalle praticamente della sola Italia, con il pretesto che il flusso proveniva dal sud e quindi toccava le nostre coste.

Tutta l’impreparazione dell’Ue

In buona sostanza la mancata preparazione storica e politica da parte dell’Ue ha condotto a due atteggiamenti opposti: un ideologia catto-comunista di accoglienza assolutamente indiscriminata e dall’altra una gestione dell’immigrazione disordinata, occasionale e inefficace come d’altra parte dimostra la morte di migliaia di disperati durante il loro percorso.

Una delle conseguenze più incredibili di questa incapacità di gestione è il fatto che per esempio coloro che non ottenevano asilo politico – e quindi andavano ad ingrossare le fila dell’immigrazione illegale – potevano mandare i figli nelle scuole pubbliche finendo magari per godere di posizione di vantaggio rispetto agli abitanti autoctoni ed anche usufruire dell’assistenza sanitaria che, come noto, è gratuita in quasi tutta Europa. Non sorprende di scoprire che questa politica non sta facendo altro che favorire la presenza di terroristi che, una volta entrati in Europa come immigrati, hanno potuto godere per anni dell’aiuto finanziario dei Paesi nei quali erano stati ospitati. Basti pensare che uno dei leader della banda che ha prodotto la strage di Parigi nel novembre del 2015, Salah Abdesalam, aveva percepito la bellezza di 19mila euro di contributi di disoccupazione proprio nel periodo prima dell’attacco. Alla luce di questa politica dissennata come possiamo sorprenderci se si sono formati i paesi di Visegrad per difendere i valori minacciati dall’immigrazione?

Roberto Favazzo

4 Commenti

  1. Non è una incapacità della UE a gestire e contrastare il fenomeno indotto dell’immigrazione allogena, ma è una ben chiara e definita volontà di non farlo. Questo deve essere ben chiaro, la Ue e i poteri finanziari e culturali che vi ruotano attorno vogliono creare un’Europa multirazziale priva di identità e tradizioni classiche, vogliono un meeting pot come quello americano!

  2. Concordo sia con Filippo, sia con Sergio Pacillo: non credo sia tanto questione di ” …mancata preparazione storica e politica… “, quanto di un preciso progetto nato anni e anni fa presso alcune lobby onusiane, recepito da alcune lobby europee (affini a quelle americane), posto all’attenzione del Parlamento europeo che, successivamente, lo ha divulgato ai vari Stati servendosi dei suoi apparati saldamente in mano ai promotori dell’ideologìa progressista-mondialista che, certamente, non sono situati solo ed unicamente a sinistra ma anche presso quella finta-destra “… portavoce della tipologia umana da SUV in doppia-fila… ” (cit.: Adriano Scianca), anti-identitaria, filo-illuminista/massonica, capace di tutto.

    Si osservi con attenzione anche tutta la propaganda mediatica (TV, radio, Internet, stampa, così come i partigiani del signor Bergoglio, etc.) che accompagna questi sbarchi nel “sacro” nome dell’integrazione a tutti i costi nonché l’azione devastante e quasi ricattatoria del progetto SPRAR… E attenzione: non è sufficiente puntare il dito unicamente contro la cosiddetta “invasione islamica”! Anche se tutti questi stranieri che giungono illegalmente alle nostre coste – in maniera del tutto pilotata – fossero cristiani (lo dico per coloro che amano fare di queste distinzioni) sarebbe esattamente la stessa cosa.

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