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TrumpNew York, 9 nov – L’inimmaginabile oggi è diventato realtà. Quando nel corso della notte alcuni stati chiave hanno iniziato a colorarsi di rosso, il colore che ne definisce l’assegnazione ai Repubblicani, le certezze di Hillary Clinton sono venute meno.
Il vantaggio siderale che poche settimane fa la faceva sentire sicura della vittoria si è ridotto giorno dopo giorno, fino all’alba drammatica del 9 novembre. Già i primissimi dati, scontati nell’esito ma impressionanti nelle proporzioni, che assegnavano a Trump stati come il Kentucky, l’Indiana e la West Virginia con percentuali bulgare, avevano incrinato la voce dei sostenitori della Clinton. Quando il Michigan, che dal 1988 era riserva di caccia dei Democratici, al momento della chiusura delle urne, ha fatto trasparire un vantaggio di Trump, al quartier generale della ex First Lady hanno iniziato ad avere i brividi freddi. Non tanto per i dieci grandi elettori che esprime lo stato di Detroit, quanto perché era la prova che la classe media impoverita si era spostata nel campo repubblicano.
E infatti poco dopo il confinante Wisconsin ha iniziato a fornire dati simili.

Via via l’inerzia si è spostata dalla parte di Trump e il barometro politico del New York Times, verso le 3 del mattino ora italiana, ha iniziato a considerare più probabile la vittoria di Trump rispetto a quella di Clinton. Con conseguente crollo delle borse, che, come accaduto pochi mesi fa per Brexit, hanno puntato sul cavallo perdente. Poco dopo sono caduti in mano repubblicana la Florida, l’Ohio (uno Stato talismano, perchè da molti anni chi vince qui si siede nella Studio Ovale), la North Carolina. Solo in Pennsylvania e Virginia i Democratici hanno tenuto, con qualche brivido.

Alle cinque del mattino Trump, contando i voti acquisiti e quelli sicuri, tipo Utah e Alaska, aveva bisogno di soli 30 voti, ed era in vantaggio in sei stati, con un “montepremi” complessivo di 53 grandi elettori. L’attenzione a quel punto si è spostata su Michigan e Wisconsin. Nel primo la distanza fra i contendenti restava troppo vicina per fare previsioni sicure, ma nel Wisconsin i giochi si chiudevano verso le sei del mattino, con la vittoria repubblicana. Poco dopo, la sorpresa, che suonava come uno schiaffo per Hillary: la Pennsylvania registrava un capovolgimento di fronte, con un leggero vantaggio per Trump, in uno stato dichiaratamente democratico. Ma sui Democratici oramai grandinava da un pezzo, mentre i sostenitori di Trump iniziavano a raggrupparsi davanti alla Casa Bianca, per farsi sentire da Obama.

Alle sette del mattino i giochi erano fatti, con il definitivo passaggio della Pennsylvania al fronte repubblicano, e la conferma del vantaggio di Trump in Michigan. Le previsioni e gli sproloqui sul voto degli ispanici, dei giovani, e delle donne, le prese di posizione clintoniane della quasi totalità dell’establishment culturale americano, l’endorsment di tutti i media statunitensi, sono stati cestinati in una notte. E su Giove aspettano con ansia l’arrivo di Cher.

Mattia Pase

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10 Commenti

  1. già previsto come da mie modeste annotazioni su PN dei giorni scorsi.effetto Silvio: tutti lo votavano ma si vergognavano di dirlo ai sondaggisti.
    grande TRUMP !

  2. Come godo. Ora tutti i soloni della sinistra mondiale i fighetti dello showbiz saranno in piena crisi di nervi. Chissà quanto Xanax e Valium mangeranno nei prossimi giorni. E poi le vecchie zozzone della musica pop tipo Ciccone che prometteva pompini per tutti ed il nonno rinco DeNiro che lo insultava promettendo cazzotti al suo Presidente li vorrei vedere ora. Godo anche per i Pdioti nostrani che leccavano il culo alla strega Clinton, quella che ha disintegrato il medio oriente e che ci avrebbe spinto a pericolosi confronti on la Russia. Auguri Presidente e per favore prenda a calci in culo De Nero.

    • Per me, questa mattina, è stata una sorpresa incredibile. Non che mi facessi ingannare dagli pseudo-sondaggi pilotati “pro-Clinton”. Ma mi sembrava troppo bello per essere vero. Pensavo : “Con tutto questo bombardamento mediatico, purtroppo la maggioranza degli americani si farà imbambolare”. E invece no. Rimarco che, da questo momento in poi, ho anche più rispetto per il popolo americano. Non sono “intronati” (dal p.c.) e manipolabili come credevo.

  3. Visto che adesso lo sguardo vá al referendum del 4, sapete cosa prevedono i sondaggisti a riguardo? Che ormai siamo al 48 e 52%. Per cosa? fate voi!

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