Roma, 29 giu – Per capire in che misura la crescita economica africana è rallentata dalla cronica carenza di infrastrutture basta guardare cosa accade al confine tra Sudafrica e Zimbabwe. Tutte le merci che viaggiano tra queste due nazioni passano per il ponte Alfred di Beitbridge, il quale è così congestionato che i camionisti che lo usano impiegano ore, talvolta addirittura giorni interi, per attraversarlo. Com’è facile immaginare, questa situazione crea problemi enormi. Rallentando in specie lo sviluppo degli stati dell’Africa meridionale. Per tale motivo i leader delle due nazioni hanno accolto molto positivamente l’inaugurazione di un nuovo ponte tra Botswana e Zambia.

Il nuovo ponte tra Botswana e Zambia

Situato sul fiume Zambesi, il ponte curvo di Kazungula – con una lunghezza complessiva di quasi un km (923 metri per la precisione), progettato dalla società di ingegneria coreana Daewoo – fornirà un valida alternativa agli autotrasportatori della regione. La cerimonia di apertura al traffico veicolare è avvenuta lo scorso maggio. In tale occasione il presidente dello Zambia, Edgar Lungu, ha sottolineato come il ponte porterà ad un maggiore sviluppo. Questo con importanti ricadute per l’economia e l’occupazione.

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L’investimento per la realizzazione del ponte ammonta a 259 milioni di dollari. I lavori sono stati avviati nel 2014 ed sono stati finanziati dalla Banca Africana di Sviluppo, dall’agenzia di cooperazione allo sviluppo del Giappone. Anche diversi governi dell’area hanno stanziato cifre rilevanti. Tra essi, a dimostrazione dell’importanza del progetto, sono degni di nota quelli di Namibia e Zimbabwe. A sottolineare i benefici del ponte tra Botswana e Zambia sono stati anche il presidente del Botswana Mokgweetsi Masisi e quello dello Zimbabwe Emmerson Mnangagwa.

Giuseppe De Santis

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