Roma, 24 giu – La giornalista di Al Jazeera, Shireen Abu Aqleh, sarebbe stata uccisa dall’esercito israeliano. A darne la conferma è l’Onu. La conclusione dell’inchiesta condotta dall’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni unite è che a sparare sulla giornalista sono state le forze di sicurezza israeliane e non forze palestinesi, come aveva invece lasciato intendere Tel Aviv.

La morte di Shireen Abu Aqleh e i fatti dell’11 maggio

Dopo più di un mese di accuse reciproche fra palestinesi e israeliane, si cominciano a dipanare le prime ombre sul caso di Shireen Abu Aqleh. La reporter palestinese era stata uccisa con un colpo alla testa in un conflitto a fuoco avvenuto l’11 maggio a Jenin, in Cisgiordania. Insieme a lei era stato ferito alla spalla il collega Ali Sammoudi.

Già qualche giorno fa era stato pubblicato dal New York Times un dettagliato report nel quale veniva ricostruita la vicenda, dimostrando come ad aprire il fuoco sui giornalisti fossero stati proprio gli israeliani e che ciò non fosse avvenuto in risposta a spari palestinesi, smentendo in questo modo i tentativi da parte israeliane di addossare la colpa ai palestinesi. Anche le conclusione dell’Onu vanno nella stessa direzione.

Cosa dice l’inchiesta dell’Onu

L’indagine dell’Onu ha appurato che gli israeliani non hanno agito in una situazione di pericolo: “Non abbiamo trovato informazioni che suggeriscano che vi fosse attività di palestinesi armati nelle immediate vicinanze dei giornalisti”. Contro i giornalisti sarebbero stati esplosi “diversi proiettili singoli, apparentemente ben mirati” provenienti “dalla direzione delle forze di sicurezza israeliane”. Questo nonostante le segnalazioni precedenti sulla presenza dei reporter e i giubbotti antiproiettile con la scritta ‘Press’.

Il rapporto dell’Onu è arrivato a queste conclusioni basandosi su materiale fotografico, video e audio, visitando la scena, consultando esperti, esaminando comunicazioni ufficiali e intervistando testimoni. Dall’Alta commissaria delle Nazioni unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, si sono alzate voci di protesta per la mancata apertura di un’indagine penale da parte delle autorità israeliane sull’omicidio di Shireen Abu Aqleh, mancanza definita come “profondamente inquietante”.

Michele Iozzino

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