Macron massone festa louvreParigi, 8 mag – Nella celebrazione di una vittoria la forma è fondamentale e anche l’occhio (della Piramide) vuole la sua parte. Passateci la battuta da “complottismo social”. Emmanuel Macron è il nuovo presidente della Francia, dopo aver battuto con ampio margine (oltre il 66% secondo i dati definitivi) la sfidante Marine Le Pen. Per i festeggiamenti il candidato di En Marche ha scelto un luogo simbolico come il museo del Louvre, che potesse rappresentare l’unità di tutti i francesi, un inedito per l’incoronazione di un presidente della Repubblica transalpina. Centrale rispetto a Place de la Concorde (Ovest), storicamente riconducibile alle celebrazioni della destra gollista, centrale rispetto a Place de la Bastille (Est), piazza in cui i socialisti Mitterand e Hollande hanno celebrato le proprie vittorie. E così se il quartier generale di Marine Le Pen, uno chalet nel parco “Bois de Vincennes” praticamente fuori Parigi dove non sono riusciti a far entrare nemmeno tutti i giornalisti accreditati, era già preparato ad accogliere la “sconfitta”, al Carrousel du Louvre tutto era stato organizzato nei minimi dettagli per l’incoronazione del nuovo presidente.

Macron fa la sua entrata trionfale sulle note dell’Inno alla Gioia, con una camminata (piuttosto rigida) di 3 minuti che lo accompagna fin sopra il palco. Dalla scelta di simboleggiare il cammino difficile che lo attende riprendendo il nome stesso della sua lista “En Marche!”, passando per la decisione di farsi annunciare dall'”Inno di Bruxelles” e non dalla Marsigliese, fino ad una regia studiata nei minimi particolari, nulla è stato lasciato al caso. Nemmeno lo sfondo con la Piramide voluMacron Louvre bandiere anti Assad terroristita da Mitterand (già di per sé accusata di essere un simbolo massonico e satanico), la cui punta si sovrappone esattamente con il candidato scuola Rothschild. Se poi si aggiunge la “v” realizzata con le braccia da Macron appena giunto sul podio, a mò di “compasso” che si incrocia con la Piramide, ecco lì che i dietrologi da social avranno pane per i loro denti per i prossimi giorni. Anche esponenti politici come Mario Adinolfi e il leghista Claudio Borghi hanno già accusato Macron di essere un massone, mentre il poco attendibile Grande Oriente d’Italia Democratico saluta il neo presidente francese parlando di un “massone ambiguo” che in ogni caso “sarà un bene per l’Italia, la Francia e l’Europa”.


Macron festa louvre immigrati Ma non c’è bisogno di guardare tra le righe o stare con il lanternino a scovare squadre e compassi per capire quale sarà la politica di Macron, ovvero “del nulla con la banca Rothschild intorno”, l’alfiere del mondialismo e della grande finanza. Basta guardare la sua piazza, composta dalla borghesia politicamente corretta di Parigi, rigonfia di “nuovi francesi”, di immigrati, dove sventolano fiere le bandiere dell’Unione Europea insieme a quelle dei terroristi siriani anti Assad. La piazza dei rapper magrebini o di chi canta direttamente in arabo come Rachid Taha, dei vari Yassin e Ismail come racconta nel suo reportage Le Monde, dove una signora africana dà vita ad un ballo tradizionale e intona “Siamo a casa nostra!” e la folla risponde “Sì! Sì”. Questa è la realtà in una nazione europea dove la Grande Sostituzione è in uno stadio avanzato, dove a non essere a casa è la Francia profonda e reale, quella della periferia che vota Marine Le Pen, quella colpita da crisi economica, delocalizzazioni  e immigrazione di massa, quella ancora etnicamente francese che oggi, al tempo della nuova Francia di Emmanuel Macron e della piazza cosmopolita del Louvre, sarà ancora più marginalizzata.

Davide Romano

 

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2 Commenti

  1. Sono contento per i francesi che con tanto entusiasmo contribuiscono al suicidio della loro nazione e al successo delle lobbies finanziarie che li renderanno sempre piu schiavi di un sistema globale in cui pochi saranno sempre più ricchi e potenti e molti sempre più poveri a litigarsi un tozzo di pane con gli incolpevoli ed illusi e sfruttati immigrati. Lo stesso avverrá in Italia.

  2. Anche i sinedriti di 2000 anni fa gridarono alla vittoria ed accompagnarono al sacrificio totale il martire di DIO e DIO fattosi uomo.
    Alla fine Gerusalemme venne distrutta i gran sinedristi annientati ed costretti all’esilio . Ora sono al potere ma sta per suonare l’ultima ora.

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