Essere tra i pochi a non volersi allineare alla versione maggioritaria sui mezzi di informazione, non gli fa né caldo né freddo. Eppure lui, Toni Capuozzo, le guerre – come inviato nei conflitti nell’ex Jugoslavia, nella Somalia, in Medio Oriente e in Afghanistan – le ha viste per davvero. Sa cosa sono, sa che non sono videogiochi e che giocare da casa alla guerra è indecente, prima ancora che stupido. E sa anche cos’è la propaganda di guerra, che nello scontro tra Russia e Ucraina – complice il peso crescente dei social – sta superando ogni limite passato. Le posizioni di Capuozzo sul conflitto che sta agitando il mondo hanno finito per divergere con la versione del mainstream. E uno dei giornalisti più noti è, tanto per cambiare, finito sul rogo mediatico che i sacerdoti dell’ortodossia globalista e occidentalista hanno prontamente acceso.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di giugno 2022

Intervista a Toni Capuozzo

Capuozzo, sembrano tutti d’accordo o quasi, almeno nell’establishment: Putin è il nuovo Hitler. È davvero la nuova incarnazione del male assoluto?

«Assolutamente no, la storia non si ripete e credo sia offensivo definire come Hitler il leader, discusso e discutibile, di un Paese che ha sconfitto il nazismo lasciando sul campo 25 milioni di morti. È solo un leader che vuole un ordine mondiale diverso da quello degli Usa».

Qual è il reale obiettivo di Putin?

«Appunto un nuovo ordine mondiale multipolare che sorga dopo che gli Usa hanno avuto, dal crollo del muro di Berlino in poi, una posizione dominante, peraltro contrassegnata da risultati modesti. Sul piano tattico, cerca di arrivare ai referendum nel Donbass per l’adesione di queste terre alla Federazione russa».

Putin è il male minore?

«Pensare di considerare la Russia come una Libia o una Somalia mi pare sciocco: sarebbe inspiegabile farlo senza un’alternativa, ecco perché diventa difficile pensare a una soluzione senza Putin».

A cosa mirano invece Biden e la sua coalizione occidentale? «Non lo sa bene nemmeno lui. Gli Usa erano usciti malconci dall’Afghanistan, e con questa vicenda hanno riallineato l’Europa e rivitalizzato la Nato che era bocconi. Ma molti a Washington iniziano a chiedersi dove stiano…

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2 Commenti

  1. Fare giornalismo di guerra non significa essere eroi, visto che pure una povera coatta dall’eloquio inascoltabile come la Mannocchi riesce a farlo. Significa solo fare palanche in più con le indennità speciali e le diarie.

    Capuozzo è un poveraccioo e su Bucha ha fatto la sua bella figura di merda.
    Peccato che sul rogo mediatico che i sacerdoti dell’ortodossia globalista e occidentalista hanno prontamente acceso ci fosse poca legna.

  2. E Vai A Rileggere!
    Capuozzo va troppo oltre impoverendosi…, certo. Ma tu sei un pezzente che sa tutto sempre! Come il mona…

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