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colmoschinRoma, 28 giu – Secondo quanto riportato ieri dal Foglio, che cita fonti presso la Farnesina, trenta incursori del nono reggimento d’assalto Col Moschin partiranno già dalla prossima settimana per raggiungere la base militare di Taqaddum.



La base è collocata in mezzo a due città, Falluja e Ramadi, entrambe controllate dall’Isis (o meglio dall’Is, lo Stato Islamico) ed è già presente un contingente speciale americano. Secondo quanto riportato dalle fonti governative, i militari del Col Moschin prima di raggiungere l’area verranno dotati di passaporto diplomatico, con il doppio scopo di permettergli di transitare per l’area di Baghdad e di poter disporre di un salvacondotto in caso di problemi.

I nostri soldati non saranno però fermi alla base ma opereranno direttamente sul territorio insieme a militari iraqeni, soldati sunniti anti-Isis e gli stessi americani. Insomma, si tratterà di una vera e propria missione sul teatro della guerra contro lo Stato Islamico.

Una missione che arriverà quindi vicinissima alla tana del lupo, in una delle zone più pericolose dell’Iraq, all’interno della regione dell’Anbar: si tratta della prima installazione di forze italiane – altre sono già presenti da anni a Baghdad e precedentemente a Nassyria – in quella zona del paese che sta entrando sempre più sotto il controllo dell’Is.

Il Nono reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin è uno dei reparti di forze speciali dell’Esercito Italiano ed è erede diretto della tradizione del 10 reggimento Arditi, nato nella seconda guerra mondiale e che a sua volta raccoglieva eredità e retaggio degli Arditi della prima guerra.

In bocca al lupo ai nostri soldati.

Cristiano Coccanari



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