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Borussia DortmundDortmund, 12 apr – Nessuna pista è esclusa per l’attentato al pullman del Borussia Dortmund. Nemmeno quella del tif ultras di sinistra e dell’antifascismo. Ma andiamo con ordine. Stando a quanto riportato da Sueddeutsche Zeitung, NDR e WDR, poco distante dalle esplosioni sarebbe stata ritrovata una lettera che farebbe riferimento ad Anis Amri, l’attentatore di Berlino di Natale ucciso alle porte di Milano, e alle missioni dei Tornado tedeschi in Siria. La missiva comincerebbe con le parole “Nel nome di Allah il misericordioso”. Tuttavia gli inquirenti non escludono che questo possa essere un depistaggio.

Si fa così strada l’ipotesi, inquietante, che a piazzare gli ordigni esplosi al passaggio del bus siano state le frange estremiste del tifo di sinistra. L’autobus secondo questa ipotesi degli inquirenti potrebbe essere stato attaccato in quanto “simbolo della politica” del Borussia Dortmund, che non si impegnerebbe abbastanza contro “razzisti, nazisti e populisti di destra”.

A indagare sulle esplosioni è entrata in scena anche la procura federale tedesca. Esisterebbe un secondo testo di rivendicazione dell’attentato, e sarebbe riconducibile agli ambienti antifascisti e autonomi tedeschi, che secondo quanto riportano alcuni media tedeschi, avrebbero piazzato le bombe “contro la politica del Borussia Dortmund”, che non sarebbe sufficientemente impegnato “contro i nazisti e i razzisti”. La rivendicazione circolerebbe in internet dalla serata di ieri, e sarebbe scritta in uno stile simile a quello dell’Antifa, che raccoglie gruppi di autonomi, anarchici ed esponenti della sinistra radicale extraparlamentare. La cautela, in questi casi, è d’obbligo perché se fosse confermata la pista antifascista si tratterebbe del primo episodio di questo genere.

Ieri sera, a una decina di chilometri dallo stadio di Dortmund, il bus che stava trasportando i giocatori del Borussia è stato colpito da tre esplosioni. Ferito uno dei calciatori, il difensore Marc Bartra, che è stato raggiunto dalle schegge di vetro a un braccio e stamattina è stato operato al polso. Immediatamente dopo le esplosioni la squadra del Borussia Dortmund ha voluto rassicurare i tifosi via twitter: «I giocatori sono in sicurezza. Nessun pericolo davanti e nello stadio». La partita è stata sospesa e verrà recuperata oggi alle 18.30. Ai tifosi del Monaco rimasti a Dortmund i tifosi del Borussia hanno offerto ospitalità nelle loro case.

Nelle esplosioni è rimasto ferito anche un poliziotto che stava scortando in moto l’autobus. L’agente ha subito un trauma acustico e uno shock e non è in grado in questo momento di prestare servizio.

La polizia tedesca non ha avuto dubbi nel ritenere che l’obiettivo degli ordigni fosse il bus della squadra, anche se le cause sono ancora un mistero. Inoltre sta indagando su come sia stato possibile colpire con tanta precisione un bersaglio in movimento. Probabilmente le esplosioni in simultanea sono state innescate da un telefono cellulare o un telecomando. La Bild ricostruendo i fatti, sostiene che si tatti di “roba da professionisti”. Ancora da chiarire se il bus sia stato colpito da una granata o se l’esplosivo sia stato montato direttamente sul pullman. E questa è l’ipotesi più inquietante, dal momento che prima della partenza il mezzo è custodito in un luogo sicuro.

Aggiornamento ore 15:00: Per gli inquirenti tedeschi l’attentato sarebbe di “matrice terroristica”. La portavoce della procura federale tedesca di Karlsruhe, Frauke Köhler,  ha detto che è stato arrestato un islamista. I sospetti sarebbero però due, entrambi appartenenti ad ambienti jihadisti. La procura federale tedesca sta valutando se chiedere l’arresto anche del secondo sospetto. Frauke Köhler ha dichiarato poi che gli ordigni avevano una capacità esplosiva di oltre 100 metri. “Possiamo dire che per fortuna non hanno causato gravi danni”, ha specificato la portavoce della procura.

Aggiornamento ore 17:50: L’uomo arrestato è un iracheno di 25 anni accusato di essere vicino allo Stato islamico, lo riportano la Dpa e i quotidiani Express e Koelner Stadt-Anzeiger.

 

 

 

 

 

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