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Israele censura Puffetta nella città ultra-ortodossa. Troppo donna

by Eugenio Palazzini
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PuffiRoma, 29 mar – Quel puffo ha i capelli lunghi e biondi, anzi a guardarlo bene è proprio una donna. Non scherziamo, fuori dalla nostra città. Sembra surreale ma non lo è, succede a Bnei Brak, cittadina a est di Tel Aviv dove vive una forte componente ebraica ultra-ortodossa. Da quelle parti i manifesti pubblicitari con immagini di donne non sono affatto graditi, ne sa qualcosa l‘attrice Jennifer Lawrence, rimossa dalle locandine del film Hunger Games.

Adesso però a subire la censura religiosa è il personaggio femminile di un cartone animato, la celebre (e non per chissà quali riferimenti erotici) Puffetta. Una decisione presa autonomamente dalla società Mirka’im – Hutzot Zahav, che in Israele promuove il cartoon “I Puffi: viaggio nella foresta segreta” e che di fatto ha deciso di auto-censurarsi per evitare di urtare la sensibilità locale. Scelta quantomeno grottesca, ad essere generosi, che segue la decisione di rimuovere le modelle dai cataloghi Ikea in Israele. Per lo stesso motivo ovviamente: le donne per i ferventi credenti non vanno mostrate.

Intanto a Gaza si girerà la prima serie tv finanziata da Hamas. Il set è la collina Gannei Tal (dove c’era una colonia ebraica poi smantellata da Sharon), che vedrà ricostruiti i vicoli della città vecchia di Gerusalemme. La fiction andrà in onda durante il Ramadan e si intitolerà “La Porta del Paradiso”. Parlerà della fierezza dei palestinesi contro l’occupazione israeliana e le relative prevaricazioni. Una serie interpretata interamente da gazawi che impersoneranno anche coloni ebrei, ebrei ultra-ortodossi e soldati israeliani che si esprimeranno in ebraico.

Eugenio Palazzini

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