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Tel Aviv, 3 mar – Il governo israeliano ha deciso di stracciare l’intesa con l’Onu e al contempo di mandare via gli immigrati dal Paese. Dopo la sospensione dell’intesa con l’Unhcr infatti, Tel Aviv ha annunciato “la decisione di annullare” l’accordo stesso che riguarda il ricollocamento dei migranti africani presenti in Israele. “Malgrado le limitazioni giuridiche e le crescenti difficoltà internazionali continueremo ad agire con determinazione per ricorrere a tutte le possibilità che abbiamo a disposizione per far uscire gli infiltrati dal Paese”, ha dichiarato Netanyahu durante l’incontro odierno con alcuni abitanti di rioni di Tel Aviv dove è forte la presenza di migranti africani.
Dopo la sua decisione di annullare l’accordo con l’Unhrc, Israele, ha specificato il premier, ”continuerà a cercare altre soluzioni”. Nel frattempo l’Onu ha chiesto a Netanyahu di “riconsiderare” la sua decisione di annullare l’accordo, secondo il quale 16.520 persone sarebbero state accolte in nazioni occidentali, fra le quali anche l’Italia. “Continuiamo a credere nella necessità di un accordo vantaggioso per tutti che possa giovare a Israele, alla comunità internazionale e alle persone che hanno bisogno di asilo — ha spiegato un portavoce dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati – e speriamo che Israele riconsideri presto la sua decisione”.
Resta il fatto che dopo aver provato a rifilarci gli immigrati che non vuole (e che non vuole nessuno) Israele se ne infischia altamente dei patti già siglati con l’Onu. Le altre soluzioni che infatti Netanyahu intende trovare, al momento, sembrano comunque relative al ricollocamento altrove degli “indesiderati”. La permanenza in Israele sembra di fatto improbabile. Chi li accoglierà dunque?
Alessandro Della Guglia



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