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Gaza, 26 mar – Dopo il lancio di un razzo di Hamas su una casa nei pressi di Tel Aviv, sono proseguiti nella notte gli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza e il lancio di razzi palestinesi nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco da parte di Hamas. Quasi una trentina di razzi e proiettili di mortaio sono stati lanciati dalle milizie palestinesi e Israele ha risposto con pesanti bombardamenti, anche su obiettivi civili.

Intanto le autorità dello Stato ebraico hanno limitato le attività civili nelle comunità vicine all’enclave palestinese. Il comando militare israeliano ha ordinato la chiusura di scuole e centri educativi, che gli adulti non vadano al lavoro a meno che non abbiano un rifugio antiaereo molto vicino e ha limitato i servizio pubblici.

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha sottolineato che non esiterà a entrare nella Striscia di Gaza per dare “una risposta molto, molto forte” ad Hamas. Il premier ha parlato a Washington, poco prima di imbarcarsi per tornare in Israele, dopo aver tagliato il resto della visita negli Usa per seguire gli sviluppi da vicino.
“Hamas deve sapere che non esiteremo ad entrare e a prendere tutti i provvedimenti necessari” per “la sicurezza di Israele”, ha detto dalla base aerea di Andrews.

La Ue con Israele: “Basta attacchi da parte dei palestinesi”

L’Unione europea ha esortato i militanti palestinesi a porre fine a qualsiasi azione violenta e provocazione dopo i recenti attacchi missilistici contro Israele. Lo ha dichiarato la portavoce della politica estera e di sicurezza dell’Ue Maja Kocijancic. “Gli attacchi missilistici da Gaza e qualsiasi altra azione violenta o provocazione da parte dei militanti palestinesi a Gaza devono cessare immediatamente. L’Unione europea ribadisce il suo impegno fondamentale per la sicurezza di Israele. Sulla scia della reazione israeliana, la prima priorità per tutti deve ora essere la riduzione della tensione e la massima moderazione, al fine di ristabilire la calma e proteggere la vita dei civili israeliani e palestinesi”, si legge nella dichiarazione.

Il nodo delle Alture del Golan

Netanyahu è rientrato in Israele circa sei ore dopo aver terminato l’incontro con il presidente Usa Donald Trump, a cui ha voluto portare personalmente la sua gratitudine per il riconoscimento dell’annessione israeliana delle Alture del Golan (Siria). La mossa della Casa Bianca è stata condannata da molti Paesi, Russia in testa, perché va a destabilizzare ulteriormente la regione. Posizione espressa stamane anche dal Libano. Il presidente Michel Aoun condanna Trump e afferma che questa presa di posizione dimostri sempre più come il Medioriente sia “diventato ostaggio delle relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti“.
Netanyahu, dal canto suo, ha fatto sapere che appena atterrerà in Israele si recherà immediatamente al quartier generale del ministero della Difesa a Tel Aviv.

Ludovica Colli

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