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Roma, 26 mar – Il vicepremier Matteo Salvini frena sulla cittadinanza a Ramy Shehata, il piccolo eroe di San Donato Milanese che ha chiamato i carabinieri dal pullman dirottato mercoledì scorso da Ousseynou Sy. “A ora non ci sono elementi” ha affermato il ministro dell’Interno. Ramy sarà invitato al Viminale “quando avrò gli elementi a disposizione per decidere e purtroppo a stasera non ci sono gli elementi per concedere la cittadinanza. Mi piacerebbe moltissimo, però così è“, ha spiegato Salvini.

“Siccome le cittadinanze non sono biglietti delle giostre, abbraccerò volentieri tutti i ragazzi della classe, perché non ci sono protagonisti di serie A e di serie B. Quando si tratta di cittadinanze non ci devono essere nessuna ombra e nessun dubbio e purtroppo al momento ombre e dubbi ce ne sono” ha detto il vicepremier a margine della presentazione del libro “L’Italia non è più italiana” di Mario Giordano.

Più in generale, ha spiegato il leader della Lega,”le cittadinanze non le posso regalare e per dare le cittadinanze ho bisogno di fedine penali pulite. Non parlo dei ragazzini di 13 anni, ma non fatemi dire altro”. ”Ripeto, e sarebbe sgradevole entrare nel merito e non lo faccio, che stiamo facendo tutti gli approfondimenti del caso, evidentemente non sul ragazzino di 13 anni ma su altri, perché io la cittadinanza la concedo a chi ha fedina penale pulita. Penso che tutti abbiano capito di cosa stia parlando”.
Il titolare del Viminale ha poi continuato: ”Se qualcuno la cittadinanza non l’ha chiesta e non l’ha ottenuta dopo vent’anni, fatevi una domanda e datevi una risposta sul perché”.

L’attacco alla sinistra

Poi l’affondo contro gli immigrazionisti e chi vuole l’accoglienza indiscriminata. “Spero di incontrare Ramy  il prima possibile, in modo che questo ragazzino torni alla sua vita normale”, anche perché “ho come la lontana impressione che venga usato come un paladino da una certa sinistra. Renzi non avrebbe controllato nulla e avrebbe dato 18 cittadinanze, poi quello che succedeva dopo chi se ne frega: se la nuova frontiera del Pd è tornare a combattere per lo ius soli, vuol dire che continueremo a governare per i prossimi 50 anni“, ha concluso Salvini.

Lo scontro con Di Maio

Ieri il 13 enne, che è stato premiato dall’ambasciata egiziana proprio per il suo gesto eroico, parlando con la stampa si era rivolto al ministro dell’Interno, commentando: “Dopo tutto quello che è successo volevo vedere cosa avrebbe detto Salvini, se tutti i ragazzi fossero morti?”. Quindi aveva aggiunto: “Adesso che tutti lo ringraziano è grazie a me, non perché è bello. Io sono nato qui e da sempre voglio fare il carabiniere. Di Maio – ha concluso – vuole darmi la cittadinanza, io mi fido di lui“.
Immediata la replica del ministro dell’Interno: “Ramy si fida di Di Maio. Io mi fido della legge: io devo rispettare la legge e farla rispettare. Sono contento che non ci siano morti e feriti grazie a lui, agli altri ragazzi e ai carabinieri. Non commento le stragi mancate”, ha aggiunto.
Sì, perché l’altro vicepremier, Luigi Di Maio si era sbilanciato: “Diamo la cittadinanza a quel bambino – ha scritto in un post su Fb -. C’è già una legge che lo consente, non dobbiamo inventarcela. Facciamolo e basta”.

Insomma, anche per il caso del piccolo Ramy, i due alleati della maggioranza si sono trovati ancora una volta su fronti contrapposti.

Adolfo Spezzaferro

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7 Commenti

  1. Dio benedica il Ministro Salvini!!!!! E stramaledica i subdoli invasori e tutti coloro che li spalleggiano contro ogni logica, (a parte quella del vile e sudicio denaro & potere per i quali venderebbero chiunque e qualunque cosa), e, soprattutto, contro la volontà e l’ interesse del Popolo Italiano!!!!!

  2. Mai, forse in tutta la storia d’Italia dalla caduta dell’Impero Romano, era apparsa una forza antinazionale e antitaliana più micidiale di quella espressa dalla “chiesa” cattolica e dal post-comunismo alleati.
    Vista la cieca osservanza e la formidabile spinta disgregatrice, verrebbe da pensare che forse siano davvero elementi inferi e/o diabolici a guidare queste correnti.

  3. Piero,
    Parli di elementi diabolici ed hai ragione!Nel libro del Gran Maestro della Massoneria Democratica d’Italia Gioele Magaldi “Massoni; società a responsabilità limitata” viene spiegato che vi è una massoneria oligarchica occulta transnazionale che attua la “sovragestione” cioè è dietro a molti attentati e controlla la finanza , politica e media.Il loro progetto è il nuovo ordine mondiale con un singolo superstato dominato dai loro pupazzi.Di conseguenza sono per l’abbattimento delle nazioni e delle identità religiose, famigliari, nazionali e sessuali degli individui, per potergli condizionare a piacimento sin dalla nascita senza che vi sia opposizione da poteri alternativi quali stati, padri, etc.
    Al loro progetto aderiscono di volta in volta nei vari paesi i loro affiliati o anche solo persone manovrate appositamente dai loro pennivendoli e burattini vari

  4. “Piccolo eroe” perchè ha fatto la telefonata a papi?? Ma ci rendiamo conto del livello di demenza a cui sono arrivati i media?? Ovviamente quasi tacciono sugli altri 2 ragazzini che hanno telefonato perchè loro sono italiani e quindi non contano niente per la storiella immigrazionista che viene ricamata.Inoltre questo ragazzino si permette di dire che ha salvato Salvini da un problema (?)come se senza la sua telefonatina gli altri bambini sarebbero morti!! E da cosa avrebbe salvato Salvini dato che il delinquente piromane era entrato in italia molto prima che Salvini facesse il ministro?

  5. Da; THE BIG CARNIVAL (e il nostro più piccolo)
    Maurizio Blondet.it
    “I giornalisti nostrani hanno, con la falsificazione, ottenuto fra l’altro lo scopo di “parlar d’altro”: distratto l’opinione pubblica dall’enormità della tentata strage del senegalese che ha incendiato il bus coi 51 bambini, hanno portato in primo piano il tema della cittadinanza da dare per aiutare l’integrazione, unico (ormai) argomento che cavalca il PD . In questo, hanno aggiunto anche un’altra falsificazione: hanno oscurato il vero piccolo eroe della vicenda, Nicolò, che s’è offerto ostaggio al senegalese (con cittadinanza italiana) perché bisognava creare “il piccolo eroe egiziano che vuole essere italiano”.

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