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Roma, 16 giu – Israele bombarda ancora Gaza, stracciando le illusioni ottiche di un conflitto perenne. A tratti sembra regnare la pace e non si vedono aerei sorvolare la Striscia più martoriata del globo, poi il vento di guerra torna a soffiare. Mai del tutto placatosi, nonostante il fragile cessate il fuoco proclamato lo scorso 21 maggio e che aveva congelato lo scontro dopo 11 giorni di raid. Così la tensione è salita di nuovo, fino a deflagrare nella notte. Il nuovo governo israeliano, che per ora archivia l’era Netanyahu, si è appena insediato, ma la continuità nell’aggressività sembra oggi lampante.



Perché i caccia di Tel Aviv hanno colpito Gaza, ufficialmente in risposta a lancia di palloni incendiari partiti dalla Striscia e finiti nel Sud di Israele. Fonti palestinesi riferiscono di aerei da guerra che hanno colpito un’area a est della città di Khan Younis, senza causare feriti. Mentre Israele parla di caccia che “hanno colpito complessi militari appartenenti all’organizzazione terroristica di Hamas”, nonché “strutture e luoghi di incontro” delle Brigate al-Qassam. Stesso canovaccio di sempre, stesso botta e risposta che impedisce di reperire punti di raccordo tra le parti.

Perché Israele bombarda di nuovo Gaza

I raid si possono interpretare in vari modi, quel che è certo è che le versioni ufficiali celano, come spesso accade, ben altre motivazioni. O quantomeno non raccontano del tutto quanto sta accadendo. Come detto i raid di questa notte sono i primi in assoluto da quando si è insediata l’informe coalizione di governo guidata da Naftali Bennet, mosaico instabile e per questo forse bisognoso di atti forti. Subito prima dei bombardamenti, da Gaza erano stati lanciati dei palloni incendiari per protestare contro la cosiddetta “Marcia delle bandiere”. Ovvero una parata a Gerusalemme Est di israeliani ultra-nazionalisti (circa cinquemila partecipanti), classica provocazione utile a scatenare la tempesta. Nessun ferito, nessun danno particolare provocato dai palloni palestinesi. Eppure Israele ha optato per una risposta a suon di bombe. Siamo “preparati a tutti gli scenari, inclusa la ripresa delle ostilità di fronte ai continui atti terroristici dalla Striscia di Gaza”, dicono le forze armate di Tel Aviv. La fragile tregua raggiunta a maggio, sta già vacillando.

Eugenio Palazzini



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1 commento

  1. E fatela finita con questa striscia, spianatela e fateci tante coltivazioni di cocomeri; sarebbe un bel business, con questo caldo ne potreste vendere milioni di tonnellate a tutto il mondo.

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