Roma, 28 mar – Israele ha bombardato di nuovo la Siria, questa volta colpendo nel nord della Repubblica araba: ad Aleppo. L’aviazione di Tel Aviv ha compiuto ieri dei raid nei pressi dell’aeroporto civile, nel vicino insediamento di Djibrin e nella zona industriale di Sheikh Nadzhar. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa siriana Sana, la difesa aerea di Damasco ha affrontato l’attacco e intercettato intorno alle 23 di ieri una serie di missili israeliani, abbattendoli. Stando a quanto riferito dai media siriani vi sarebbero danni soltanto agli edifici della zona.

Il Jerusalem Post e Haaretz scrivono invece di sette combattenti di milizie legate all’Iran uccisi nell’attacco condotto dall’aviazione di Tel Aviv. Secondo i quotidiani israeliani (che citano non meglio precisate fonti “dell’opposizione siriana”) i raid avrebbero preso di mira anche depositi di armi e munizioni iraniani. Nella città di Aleppo si sarebbe verificato, a causa dell’attacco, un blackout elettrico.

Il Golan e la sovranità negata

Intanto, mentre il viceministro degli esteri russo Sergey Ryabkov, ha definito “illegittimi” gli attacchi aerei israeliani. Negli ultimi due anni sono stati circa 800 i bombardamenti di Israele in territorio siriano. Quest’ultimo su Aleppo è arrivato proprio quando si stava riunendo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per discutere il rinnovo del mandato della missione di peacekeeping dell’Onu.

Il ministero degli Esteri siriano aveva infatti specificato che la scelta di Trump di riconoscere la sovranità israeliana sulla Alture costituisce una “flagrante violazione del diritto internazionale” e che “gli Stati Uniti sono ora il principale nemico degli arabi”. I rappresentanti del governo di Damasco all’Onu, dopo le dichiarazioni del presidente americano, avevano chiesto la convocazione urgente del Consiglio.

Eugenio Palazzini

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