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Tel Aviv, 5 apr – Negli scorsi anni nei voli della El Al, compagnia aerea israeliana, le donne erano costrette a cambiare posto in aereo nel caso in cui a un ebreo ultraortodosso fosse capitato accanto a loro. Non c’è una precisa legge di Stato a riguardo, anzi una sentenza aveva recentemente sancito l’illegalità di tali provvedimenti. Eppure la situazione non sembra affatto cambiata, visto che lo scalo di Tel Aviv “Ben Gurion” non ha autorizzato l’esposizione di cartelloni informativi dell’Irac, il Centro di azione religiosa ebraica. Una campagna volta a informare le donne che la richiesta di cambio posto avanzata dell’equipaggio su richiesta di un ebreo ultra ortodosso è da considerarsi illegale: “Signore, per favore occupate il vostro posto… e tenetelo!”.
Nulla da fare, l’aeroporto ha considerato quei cartelli inopportuni, avrebbero evidentemente urtato la sensibilità degli ultra ortodossi. La stessa Irac aveva pubblicato un video in cui chiedeva alle donne di non rinunciare al proprio posto, annunciando poi di aver raggiunto un accordo con l’autorità aeroportuale d’Israele sul prezzo della pubblicizzazione dei cartelloni da esporre.
“Ma improvvisamente ci hanno informato che non lo approvavano”, ha detto a Haaretz il direttore dell’Irac, Noa Sattath. La replica dell’autorità aeroportuale è stata piuttosto bizzarra: “Non esponiamo alcuna pubblicità politica o divisiva”. Curioso, considerato che l’unico provvedimento divisivo e dettato da convinzioni religiose sembra proprio quello sin qui adottato dalla compagnia aerea israeliana.
Eugenio Palazzini



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