Chicago, 8 marzo — E’ finito in manette tradito dalle telecamere di videosorveglianza l’assassino di Diego Damis, il 41enne italiano ucciso a coltellate mentre rientrava nella propria abitazione di Chicago. Si tratta del 18enne afroamericano Keante McShan, che secondo quanto riportato da Fox News, ha seguito Damis all’uscita del locale dove il 41enne lavorava come barista.

Italiano ucciso a coltellate, preso l’assassino

McShan lo avrebbe affrontato con freddezza, accoltellandolo diverse volte per poi sottrargli portafoglio, denaro in contanti e carte di credito. Ammazzato per pochi soldi, con una ferocia bestiale. «Mio fratello si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato — ha dichiarato la sorella della vittima, Laura Damis —. Mezz’ora dopo il delitto, è stato visto, grazie alle telecamere, usare la sua carta di credito per acquistare le sigarette in una stazione di servizio. Ha poi usato la sua tessera della metro».

Per Damis, nessuno si inginocchierà in segno di lutto. I detective, prosegue nel racconto la sorella, «ci hanno spiegato la dinamica dell’omicidio. Quello è un quartiere ricco. Il 18enne era impegnato a rubare nelle auto della zona. Diego era distratto perché in quel momento stava giocando a scacchi al telefono con un amico. Si sono incrociati e, visto che il ragazzo non aveva trovato nulla nelle macchine, è tornato indietro e ha aggredito mio fratello, accoltellandolo più volte. Gli ha preso il portafoglio e poi è scappato». Una vicenda che ricorda molto quella di Davide Giri, altro italiano ucciso a coltellate a New York il dicembre scorso. L’assassino era Vincent Pinkney, un afroamericano arrestato 11 volte negli ultimi anni.

Una morte senza senso

McShan, stando alla ricostruzione fornita dagli investigatori, ha fatto rientro alla propria abitazione per cambiarsi gli abiti imbrattati di sangue. «Nell’abitazione hanno trovato il coltello, i vestiti e il portafoglio. Così lo hanno preso. Chi ha ucciso mio fratello ha 18 anni ed è un padre. Ora resterà in prigione fino al processo». Al dolore della sorella di Damis si aggiunge quello del fratello, Andrea. «Quella di mio fratello è una morte senza senso perché una rapina non deve necessariamente finire in un omicidio. Spero che ora sia una storia chiusa». Diego, italiano ucciso in terra straniera per il solo fatto di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato, viveva a Chicago dal 2015. Venerdì e sabato gli abitanti del quartiere hanno organizzato una fiaccolata e una commemorazione in suo ricordo.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. ….
    sfortunatamente nell’illinois la pena di morte è abolita dal 2011,quindi questo roito immondo
    non affronterà il boia:
    ma almeno è successo in america,il che vuol dire che invecchierà dentro il carcere,è già qualcosa:
    qui in italia sarebbe fuori dopo una decina d’anni al massimo.

    ma comunque…
    ma che diavolo ha nel sangue,certa gente?
    non hanno il monopolio della violenza,ma non si può non notare che
    nove crimini violenti su dieci arrivano SEMPRE dalle stesse etnie,
    in america come in europa.

    vorrà pur dire qualcosa,o si è razzisti sempre e comunque a farlo notare?

    e SE vuole dire qualcosa,perchè ci si ostina a fare immigrare in italia PROPRIO quelle,
    invece che europei dell’est o cinesi?

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