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Roma, 23 mag – Non bastava agitare lo spauracchio dello spread e dei soliti mercati, d’altronde la massima preoccupazione dell’Unione Europea sono i diritti dei cittadini degli Stati membri, pardon degli immigrati negli Stati membri, in particolare in Italia. “Non giudichiamo i governi su quello che annunciano, ma su quello che fanno. Ma restiamo attenti, per salvaguardare interamente i diritti degli africani che si trovano in Italia“, ha dichiarato infatti il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, rispondendo a una domanda riguardante i programmi del prossimo governo italiano in materia di gestione dell’immigrazione, durante un punto stampa a Bruxelles, al fianco del presidente della Commissione dell’Unione Africana Moussa Faki Mahamat.
Il presidente della Commissione Europea non ha quindi usato frasi criptiche, tutt’altro. Ha voluto essere chiarissimo, esprimendo tutta la sua preoccupazione non per il futuro dei cittadini italiani bensì per quello degli immigrati africani. Neanche per gli immigrati in generale, ben inteso, ha proprio rimarcato il continente di provenienza. Chiara quindi la minaccia rivolta al nuovo governo targato Lega-M5s, giudicato in partenza nefasto per le perseveranti politiche delle porte aperte attuate dall’Ue e dai precedenti governi di Roma.
“Saremo attenti che i rimpatri degli africani che non hanno diritto a restare in Europa rispettino le regole dei diritti umani”, ha poi aggiunto Junker. Lasciando intendere che Bruxelles è particolarmente preoccupata per i clandestini, come se ovviamente la prima riflessione da fare a riguardo fosse questa. Certo, non si può pretendere che i principali artefici delle ondate migratorie siano addirittura sensibili ai problemi legati alla sicurezza e alla casse di uno Stato membro. Devono vigilare invece sui rimpatri di chi non ha alcun diritto per stare in Italia, non sia mai che iniziamo sul serio ad effettuarli come si deve.
Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. Juncker, o come cazzo si chiama, mi fa venire in mente quello che mio pade, grande viaggiatore, diceva del belgio per definire questo accidente storico: birra e puscio.

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