Roma, 15 ott – Almeno 32 morti e 53 feriti. E’ questo il primo, drammatico, bilancio della violenta esplosione che ha colpito stamani la moschea sciita Fatemieh di Kandahar. L’attacco è molto probabilmente opera di un attentatore suicida, proprio come avvenuto la scorsa settimana a Kunduz. Di nuovo durante la preghiera del venerdì, quando i luoghi religiosi sono pieni di fedeli in preghiera.



Da Kunduz a Kandahar, stragi in moschea

Stando poi a quanto riportato dalla Reuters, le forze speciali talebane hanno messo in sicurezza il sito e hanno chiesto alle persone di donare il sangue per aiutare i feriti. Un corrispondente della Bbc, Secunder Kermani, afferma che dietro l’attacco c’è l‘Isis-K, ramo locale del sedicente Stato Islamico. Lo stesso gruppo jihadista ha rivendicato l’attentato di venerdì scorso a Kunduz, dove sono rimaste uccise 60 persone.

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In Afghanistan gli sciiti sono sotto attacco

I terroristi stanno così alzando il tiro, cercando di innescare la miccia della guerra civile.

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Kandahar, seconda città dell’Afghanistan e capoluogo dell’omonima provincia, si trova a circa 400 chilometri a sud ovest della capitale Kabul. L’emittente afgana Tolo News riferisce che l’attacco di questa mattina non è ancora stato rivendicato, ma in una settimana si tratta della seconda strage di fedeli appartenenti in gran parte all’etnia hazara. La maggior parte di questi ultimi sono sciiti, da tempo perseguitati e sempre più sotto attacco in Afghanistan.

Eugenio Palazzini

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