Ancona, 15 ott — Agli sfondoni della Morani siamo abituati da tempo: se non fosse una deputata pagata con i soldi dei contribuenti, rideremmo di cuore alle sue uscite completamente scollate dalla realtà, alle sue battute grottesche contro tutto ciò che non rappresenta l’élite: ieri, per esempio, l’esponente del Pd ha fatto ridere mezza Facebook per il suo goffo tentativo di strumentalizzare una presunta intimidazione alla Cgil di Jesi.

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La Morani si butta sull’aggressione alla Cgil…

Dopo l’assalto alla sede romana del sindacato di Landini avvenuto lo scorso sabato, sembrano moltiplicarsi come funghi scritte e piccoli vandalismi ai danni delle sedi Cgil in giro per l’Italia. Come la bottiglia molotov «piazzata» (ma di solito non si lanciano?) davanti alla sede del sindacato nella città marchigiana: Morani si è lanciata sulla notizia come un falchetto. «Queste immagini arrivano da Jesi», scrive su Facebook pubblicando le foto di una bottiglia di spumante appoggiata ad un muro. «Pare abbiamo piazzato una molotov alla sede della Cgil. Aspettiamo di capire cosa è accaduto ma credo che i distinguo di questi giorni e le accuse della Meloni al Viminale siano molto gravi. Il clima è preoccupante e serve responsabilità».

…ma non si accorge dello scivolone

Sarebbe buona norma per un utente Facebook, e ancora di più per un personaggio politico, controllare scrupolosamente di non aver scritto sfondoni o lasciato errori di battitura. Come quell’ «abbiamo piazzato» (lapsus freudiano o svista?, si scherza ovviamente) che ha immediatamente traghettato la deputata dem nel magico mondo della gogna social a mezzo prese in giro. «”Abbiamo”? Se è un’autodenuncia più opportuna la Procura che Twitter. Da Zingaretti a Zingarelli», ironizzato il deputato Galeazzo Bignami. «Cos’è, un’ammissione di colpa?», chiede Davide Galantino. Giovanni Donzelli parla di lapsus: «”Abbiamo piazzato”? Dopo le parole della Lamorgese in aula arriva questo lapsus. Voleva essere un attacco sguaiato e minaccioso all’unica opposizione, è finito come una delle tante gaffes da comica involontaria».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. .”……..«abbiamo piazzato» (lapsus freudiano o svista?o la verità?, si scherza ovviamente)……..”

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