Almaty, 7 gen – Resta altissima la tensione in Kazakistan, dove domenica è scoppiata la rivolta contro l’aumento del prezzo del gas, e il presidente Tokayev ordina: “Sparare ai terroristi che non depongono le armi”.

Kazakistan, presidente Tokayev dà l’ordine di “sparare ai terroristi che non depongono le armi”

Il capo di Stato kazako avverte che tutti i terroristi che decideranno di non deporre le armi saranno eliminati. Nel terzo discorso alla nazione dall’inizio delle violente proteste, il presidente Tokayev conferma la linea dura contro i gruppi di “banditi e terroristi” che hanno preso d’assalto la città di Almaty. Tokayev ribadisce che non tutti i terroristi “hanno deposto le armi”. E che pertanto contro di loro vanno avanti le operazioni dei militari della guardia nazionale e della polizia kazaka.

“Ho dato ordine alle forze dell’ordine e all’esercito di aprire il fuoco senza preavviso. Chi non deporrà le armi sarà eliminato“, è l’avvertimento del presidente in un discorso alla tv di Stato. Tokayev punta il dito contro gli organizzatori della rivolta. Un’operazione programmata con un “piano ben chiaro”, alla quale hanno preso parte almeno “20mila banditi armati”, tutti “addestrati e coordinati da un centro unico”.

Il presidente kazako ringrazia i capi di Stato della Csto per la pronta risposta

Tokayev poi ha ringraziato i capi di Stato della Csto, l’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva, ed in particolar modo il presidente russo Vladimir Putin, per la loro pronta risposta. Il presidente kazako ha inoltre chiarito che le autorità ascolteranno le richieste avanzate dai manifestanti pacifici prima dell’inizio dei disordini. E ha annunciato un piano di riforme che sarà annunciato in un discorso al Parlamento l’11 gennaio.

Ministero Interno: “Uccisi 26 criminali armati, morti 18 agenti delle forze dell’ordine”

Intanto il ministero dell’Interno kazako ha comunicato che finora sono state uccise 26 persone da parte delle autorità, in quella che ha chiamato “un’operazione anti-terrorismo”. E oltre a dare il bilancio dei “criminali armati” uccisi dalle forze kazake, ha reso noto che sono stati arrestati più di tremila “delinquenti” e che 18 persone “armate” sono state ferite. Le autorità nelle scorse ore hanno confermato la morte di almeno 18 agenti delle forze dell’ordine. Due dei quali sono stati trovati decapitati, sempre secondo la versione ufficiale. Oltre ad essere “liberate e poste sotto maggiore protezione” tutte le regioni, il ministero ha reso noto che sono stati istituiti “70 posti di blocco”.

Forze russe arrivate nel Paese

Nel frattempo, guidate dai paracadutisti russi, sono arrivate le avanguardie delle forze dei Paesi del Csto, chiamate in soccorso dal presidente kazako. Secondo il quale il Paese è vittima di un attacco di gruppi terroristi addestrati e guidati da potenze straniere. Dello stesso avviso Mosca, secondo cui “formazioni armate organizzate” sono all’opera per “minare la sicurezza e l’integrità” del Kazakistan. Finora la più stabile e prospera repubblica ex sovietica dell’Asia centrale, alleata della Russia ma che negli anni ha attirato enormi investimenti, anche americani ed europei, per sfruttare le sue risorse energetiche.

Tokayev incassa anche l’appoggio della Cina

Tokayev incassa l’appoggio anche di Pechino. Il Kazakistan “sta adottando una serie di misure per contrastare il terrorismo e per difendere la stabilità”. La Cina, afferma il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, “sostiene tutti i suoi sforzi per risolvere la situazione e si oppone con forza alle forze esterne che incitano alla violenza e al caos nella regione“. Quale “Paese vicino e partner strategico globale, la Cina è disposta a offrire tutto il supporto necessario” per aiutare il Kazakistan “a superare le recenti difficoltà”, conclude Wang.

Usa: “Sorvegliamo su eventuali abusi”

Dal canto loro, gli Stati Uniti “sorvegliano” per verificare eventuali abusi dei diritti umani da parte delle truppe russe in Kazakistan. Lo afferma il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price. “Gli Stati Uniti e il mondo intero monitorano tutte le eventuali violazioni dei diritti umani – mette in evidenza Price -. E sorvegliamo anche eventuali azioni che possano gettare le basi per una presa di controllo delle istituzioni del Kazakhstan”.

Ue: “Cosa più importante proteggere diritti e sicurezza cittadini”

L’Ue guarda con “grande preoccupazione agli sviluppi” della crisi in Kazakhstan. “I diritti e la sicurezza dei civili devono essere garantiti”. Lo scrive in un tweet l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell. Il quale sottolinea come “gli aiuti militari esterni riportano alla memoria situazioni che vanno evitate”. L’Europa, afferma Borrell, “è pronta a fornire il suo supporto per affrontare la crisi”. “Sto monitorando la situazione in Kazakistan con molta preoccupazione. I diritti e la sicurezza dei cittadini vanno protetti e sono la cosa più importante” quindi “faccio un appello per la fine della violenza. L’Unione europea è pronta a offrire la sua assistenza dove può essere utile”.Così la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa con il presidente francese, Emmanuel Macron, a Parigi.

Ludovica Colli

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1 commento

  1. 20.000 persone banditi/terroristi ? Oramai non ci crede più nessuno a queste definizioni altrettanto criminali.

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