Vienna, 6 lug – Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, al termine dell’incontro col ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, ha annunciato che la prossima settimana si terrà un vertice a tre, tra Austria Germania e Italia, sulla questione immigrazione. “I ministri dell’Interno di Austria, Germania e Italia si incontreranno la prossima settimana a Innsbruck per discutere misure per chiudere la rotta del Mediterraneo”, ha spiegato Kurz affermando che l’Austria vuole una “soluzione europea”, ovvero un piano comunitario di controllo delle frontiere esterne in modo da poter salvaguardare Schengen e la libera circolazione interna.

Che Kurz auspichi un asse tra i tre Paesi per mettere un argine all’immigrazione è un concetto più volte espresso. Anche se quello che sembra premere all’Austria è chiudere le proprie frontiere e lasciare che sia l’Italia a risolvere il problema degli arrivi.  Un po’ più esplicito il ministro tedesco Seehofer, che ha sottolineato l’importanza degli accordi bilaterali, in particolare con Italia e Grecia, in tema di respingimenti. “I richiedenti asilo che dopo essersi registrati in Italia e in Grecia giungeranno in Germania attraverso l’Austria, verranno rimandati indietro nei Paesi di primo accesso” ha tuonato Seehofer che è sembrato intenzionato a creare un patto con l’Austria, che possa tranquillizzare l’opinione pubblica e scaricare gli immigrati irregolari, andando a discapito dell’Italia. Quello che si profila è che il vertice di Innsbruck sia una trappola per Roma.


E mentre Kurz e Seehofer annunciano il vertice con l’Italia, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha incontrato a Berlino il premier ungherese Viktor Orban, uno dei più accaniti critici della politica tedesca improntata sull’accoglienza indiscriminata. Un faccia a faccia dominato da una differente visione dell’immigrazione, ma durante il quale, a detta di Orban, si è cercato di ragionare in termini collaborativi. “Le divergenze non possono impedire la ricerca di soluzioni condivise”, ha osservato il premier ungherese, ribadendo il suo no all’accoglienza di quanti vengono respinti dalla Germania e ricordando a Berlino che la chiusura delle frontiere ungheresi ha liberato la Germania “da un immenso carico”.

Anna Pedri

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